La strada fa nuovamente paura. L'asfalto si macchia di sangue. Ancora un incidente causato, a quanto sembra, dall'elevata velocità di marcia a cui procedono le automobili. L'incidente mortale si è verificato in Calabria, nei pressi di Cinquefrondi, sulla Tirreno-Jonica. Le vittime non si contano su una sola mano il conto è, infatti, di sei morti. Tra cui 5 ragazzi di età compresa tra i ventitré e i trentuno anni e un uomo 53enne. Un impatto forte che ha portato una delle due vetture coinvolte a cadere giù per la scarpata sormontata dalla strada.
Un impatto frontale che non ha lasciato scampo ai passeggeri di entrambe le vetture. Secondo le prime testimonianze rilasciate da persone residenti nei pressi della strada su cui si è verificato il drammatico incidente l'impatto è stato tanto forte da rendere quasi irriconoscibili i modelli delle due vetture. Le persone identificate dalle autorità che hanno perso la vita nell'incidente sono sei e si tratta di cinque ragazzi e di un uomo 53enne, le due vetture erano invece una Yaris e una Mini Cooper. A bordo della Yaris hanno perso la vita padre e figlio Pasquale e Francesco Barbaro, rispettivamente di cinquantatré e ventinove anni. Sulla Mini Cooper hanno trovato la morte, invece, quattro giovani di età compresa tra i 23 e i 31 anni si tratta di Luigi Moro, di 26 anni, Giuseppe Figliomeni, 25 anni, ed i fratelli Gabriele e Napoleone Luciano, di 23 e 31 anni.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell'ordine, le vetture si sarebbero scontrate e, come si può ben immaginare, la causa principale che ha portato al tragico incidente è stata l'elevata velocità a cui viaggiavano. Al loro arrivo le forze dell'ordine si son trovati dinanzi ad uno scenario raccapricciante: le due vetture erano completamente sventrate. La Toyota Yaris divisa in due per metà è precipitata nella scarpata sottostante la strada compiendo un volo di ben quaranta metri. Uno scenario che si mostra difficile ricostruire viste le condizioni di entrambi i veicoli. Dopo l'impatto la strada è stata chiusa al traffico poiché l'asfalto era disseminato dei detriti di entrambi i veicoli.