Il caso dell'omicidio di Andrea Loris Stival è un caso strano e ben premeditato, che sta scuotendo da diversi fronti l'intera opinione pubblica. Un bambino scompare, viene trovato morto dopo 5 ore e nessuno ha visto nulla. Possibile? Con 42 telecamere sparse per tutto il paese, pochi abitanti e nessuno di loro che abbia visto nulla?

Ipotizziamo che la madre sentendosi in colpa per aver lasciato il bambino a casa da solo, abbia dichiarato agli inquirenti tutt'altro perché altrimenti avrebbero potuto dubitare su di lei. Ma perché non dirlo. Per paura? C'è qualcuno che la ricatta? Il modo in cui è stato ucciso Loris non è casuale, non è un incidente, ma è stato senza dubbio premeditato.

Chi ha agito lo ha fatto per uno scopo ben preciso "ucciderlo", accanendosi con un'inaudita crudeltà, strangolandolo senza pietà, ricordiamo un bambino di soli 8 anni. Casi come questo ricordano gli omicidi di lupara bianca, che si consumavano non pochi decenni fa e che avevano come obiettivo i bambini, figli di cosche mafiose o gente che rimaneva vittima di ricatti da parte di gruppi poco raccomandabili. Venivano fatti scomparire e poi brutalmente uccisi, analogamente a quanto accaduto al piccolo Loris e in paese gli abitanti non erano in grado di testimoniare, perché di loro nessuno aveva visto nulla. Tutto di un colpo calava l'omertà.

Ma possibile che nessuno abbia una coscienza, è accettabile che nel 2014 nessuno si ribelli a situazioni del genere? Tante sono state le affermazioni dichiarate per depistare le indagini.

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Si è parlato di pedofilia, di allontanamento volontario concluso in tragedia, ma da quanto emerso dalle dichiarazioni degli inquirenti, tutto questo è stato escluso. Rimane soltanto lo sconforto di aver assistito all'ennesimo omicidio di un bambino innocente, di assistere alla disperazione di una madre che sebbene abbia potuto mentire, adesso è sola contro l'opinione pubblica che la giudica.

Il profilo di una donna che a soli 17 anni si è trovata a crescere un bambino e che dopo 8 anni si trova ad affrontare un dolore che nessuna madre dovrebbe provare. Una donna che adesso si sta lasciando andare, probabilmente schiacciata dai sensi di colpa per non aver potuto difendere il suo piccolo. Gli inquirenti, tuttavia, stanno procedendo con le indagini, la donna non è accusata ma ascoltata, la verità può conoscerla soltanto lei, noi in qualità di spettatori non possiamo puntarle il dito, non possiamo calarci nei panni di giustizieri, ma soltanto evitare che altri casi come questi possano nuovamente verificarsi, aiutando i nostri bambini, difendendoli, creando con loro un armatura di dialogo.