Nella classifica dagli osservatori internazionali del Corruption Perception Index 2014 di Transparency, sono 175 i Paesi scandagliati per valutare il loro grado di corruzione e le soluzioni che adottano per combattere il fenomeno. Per questa valutazione sono adottate 12 differenti fonti di dati da 11 diverse istituzioni internazionali che valutano la percezione del grado di corruzione nel settore pubblico. L'Italia, come in tutto il resto, si impegna a non migliorare anche quest'anno, rimanendo al 69° posto nel mondo. È da sottolineare che non c'è stato un peggioramento, poiché l'Italia è saldamente ancorata a questa posizione dal 2011. Sono stati i Paesi vicini a noi in classifica a migliorare e a lasciarci quindi al primo posto assoluto per grado di corruzione nell'Unione Europea. In altre parole, siamo ultimi nell'ambito del G7, la peggiore fra gli Stati occidentali, ultima fra le nazioni europee nel G20.

I nostri diretti concorrenti in questa penosa classifica, Bulgaria e Grecia, ci hanno lasciati soli nella vergogna, perché evidentemente si sono sforzati di contenere i comportamenti corrotti, evidenziando la nostra incapacità di fare altrettanto. Speriamo che questa notizia non stimoli l'orgoglio nazionale a portare più in alto (o in basso, a seconda delle opinioni) le nostre antiche tradizioni di malaffare. Siamo gli ultimi fra i Paesi europei del G20, ma, non solo, nello stesso ambito siamo stati giudicati più corrotti di Arabia Saudita e Turchia.

Si trovano al 67° posto, quindi sono migliori in classifica, Paesi come Sudafrica e Kuwait, i quali spesso immaginiamo erroneamente possano essere più indietro. Evidentemente sbagliamo. Nel Corruption Perception Index viene utilizzata una scala che va da 0 a 100, ponendo che a 0 si trovi il massimo grado di corruzione e a 100 si trovi il Paese più pulito.

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Noi italiani abbiamo 43, giudicato insufficiente per raggiungere un grado minimo di trasparenza utile a favorire lo sviluppo e l'interesse degli investitori in uno Stato.

Danimarca e Nuova Zelanda come sempre guidano la classifica insieme a Finlandia e Svezia, mentre agli ultimi posti si trovano Nord Corea e Somalia. In Europa non raggiunge un voto sufficiente solo il 18% delle nazioni, tra le quali c'è l'Italia; mediamente altrimenti l'Europa raggiunge un buon 64 grazie al contributo dei virtuosi.