Per Stefania Giannini, ministro dell'istruzione, questi sono tempi duri. Dopo la contestazione sulla Buona Scuola ora sul suo capo piove una tegola con l'accusa di danno erariale. Per la Corte dei Conti che esamina i fatti risalenti a quando era Rettore dell'ateneo Umbro e per i quali è stato deciso il rinvio a giudizio, c'è un ammanco di 420 milioni, frutto di canoni di locazione con l'Università degli stranieri mai incassati. La notizia è data da Repubblica.it che pubblica anche il commento dell'interessata. "Sono serena", dichiara Stefania Giannini, "certa che la magistratura contabile farà il suo lavoro. Ho sempre agito con estrema correttezza"

Altra tegola

Dopo i fatti di Mafia Capitale che stanno producendo enormi tensioni nell'emiciclo romano, arriva quest'altra mazzata sul governo Renzi che non ne azzecca una.

Più che di rapporti veri con la malavita a preoccupare è l'elevato grado di incapacità a risollevare il Paese dalla grave recessione che dal 2011 ha prodotto milioni di nuovi poveri. E i suoi esponenti sembrano distinguersi più per fatti di cronaca che per azioni di governo efficaci nel contrasto alla disoccupazione e alla povertà. Probabilmente per quei fatti sopra richiamati questa notizia non ha ancora assunto il giusto risalto sui media nazionali. L'interessata comunque precisa che chiarirà tutto nelle sedi competenti, anche se questo difficilmente eviterà un avvicendamento a Viale Trastevere alla poltrona dell'Istruzione.

Il capo d'accusa

I fatti risalgono al 2008 quando un immobile utilizzato dall'Università perugina fu sublocato ad una società che si chiamava "Il circo del gusto" di Foligno.

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Per i primi cinque mesi non fu versata nemmeno una rata del contratto di locazione e poi sarebbero stati pagati anche 15 mila euro in meno rispetto a quanto pattuito. Ma il buco che si contesta è quello per inutilizzo dei locali da aprile 2008 a giugno 2010 con conseguente mancato incasso di 420 milioni di euro per cui si configura il danno erariale. Si attendono ora gli sviluppi delle indagini.