La Buona Scuola riceve bocciature in serie ogni giorno che passa scandendo il de profundis per il gradimento del Governo Renzi. La protesta studentescain atto da qualche giorno nelle scuole italiane a Roma si estende anche ai licei storici Tasso, Righi e Machiavelli. No anche al Jobs Act con i ragazzi che chiedono anche un'aula autogestita. Ormai è chiaro che questo governo, con la scusa di immettere in ruolo che nemmeno gli analfabeti berrebbero più, vuole favorire i suoi amici intimi.

Agitazione a Roma: studenti e docenti

La Capitale è stata sempre capofila nelle manifestazioni di protesta degli studenti e in questo caso si riconferma al vertice.

Dopo le bocciature ricevute dai tecnici, dai genitori dei ragazzi, dalle scuole del nord site in Piemonte e Liguria, tocca ora ai licei storici romani suonare a morto la campana per il governicchio. Le scuole racchiuse nell'area di Piazza Fiume a Roma riversano per le strade 600 studenti in forme di protesta come l'astensione della prima ora e l'indizione di un'assemblea pubblica in Via Puglie. Questa riforma non s'ha da fare. Singolare la rappresentazione della protesta studentesca con l'apposizione di tanti post it colorati sui muri delle scuole, ciascuno contenente messaggi come " no ai privati","no ai presidi comandanti", "no alle disuguaglianze sociali".

Rivendicazione studenti, docenti e genitori

Gli studenti dei licei romani rivendicano in sostanza una legge al diritto di studio aperto a tutti e non limitato a chi ha i soldi, esprimendo la loro solidarietà tutta ai docenti che verrebbero penalizzati, in riferimento a quelli della prima fascia che mal digeriscono il ricatto 'renziano' di lavorare di più a stipendio ridotto col rischio di essere licenziati dopo tre anni per l'entrata in vigore il Jobs Act e il suo contratto a tutele crescenti.

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Esprimono forte dissenso per il concetto meritocratico che aprirebbe la porta a pericolose tensioni nel corpo docente stesso spezzando un fronte compatto che invece lotta per l'immissione in ruolo di tutti i precari. Anche gli Ata vengono sollecitati ad alzare la voce. Ma tanto, se Renzi non farà dietro front, ci penserà Strasburgo a punirlo severamente. Davanti alla Rinascente un gruppo di insegnanti fermo a parlare di questa agitazione esprime la volontà di unirsi alla protesta estendendo l'occupazione a tutta la settimana. In altre scuole del nord ci si sta già pensando seriamente. E un ragazzo poco distante si sente urlare "A renzie, te ne devi annà!" in perfetto dialetto romanesco.