Ragusa sempre sotto choc per la triste vicenda di Loris, il bimbo trovato morto presso un Mulino e tanti dubbi sulla figura della madre, di 25 anni, caduta presto in alcune contraddizioni nella sua ricostruzione delle ultime ore della vita familiare del bambino: di seguito le ultime novità sul caso.



Se all'inizio si è tollerato qualche errore nella ricostruzione dei fatti in quanto la giovane madre era stata travolta da una vicenda davvero traumatica, col passare dei giorni ha preso corpo la sensazione che stia mentendo per nascondere almeno in parte quanto accaduto al suo piccolo.





Al momento l'unico soggetto che risulta indagato è però Orazio Fidone cioè l'ex dipendente dell'Enel ora in pensione che trovò il bimbo ormai deceduto il 29 novembre scorso. L'uomo mise subito a disposizione degli inquirenti la sua auto per i rilievi del caso. Fidone avrebbe però un alibi.



Come forse saprete, il racconto della madre di Loris inciampa fin dall'inizio sulla realtà delle immagini delle quaranta telecamere che non immortalano il transito della sua auto in direzione scuola.

Enorme perplessità nasce poi dall'apprendere che la stessa ha consegnato delle fascette da elettricista alle maestre di Loris quando sappiamo che proprio con una di esse il bimbo sarebbe stato ucciso.



Se tutto questo non bastasse l'auto di Veronica è stata ripresa nelle vicinanze del luogo del macabro ritrovamento. La donna sostiene di essersi recata lì per buttare l'immondizia.

Dobbiamo credere che per un bizzarro capriccio del destino la donna scelse di buttare i rifiuti a poca distanza dal posto in cui il figlio fu lasciato, gettato da un'altezza di circa 2,5 metri, forse non ancora clinicamente morto?





Resta sempre in piedi un altro mistero in questo caso e cioè un presunto sfogo del marito che poche ore dopo il rinvenimento del corpo di Loris disse, secondo qualcuno: "Questa volta l'ammazzo".

La frase fu poi smentita ma ormai gli investigatori sospettano che a uccidere Loris Stival sia stata una persona in qualche modo conosciuta, da ricercare nella cerchia di parenti e conoscenti.



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