Ha dell'incredibile quanto pubblicato questa mattina (sabato 24 gennaio 2015) dall'Espresso, un'inchiesta sull'immigrazione in Italia che non si ferma solo ad affrontare il problema della quantità di persone che quotidianamente approdano sulle nostre rive, ma che anzi mostra quanto poco il nostro Paese sia organizzato per gestire i cosiddetti centri di accoglienza in cui vengono riuniti gli extracomunitari sbarcati sulle coste italiane. In un video diffuso invece dal sito della testata giornalistica si vedono cose che finora avevamo solo immaginato, ma che non lasciano spazio a dubbi o domande, dato che per la prima volta i cittadini hanno l'opportunità di assistere con i propri occhi a quanto accade giornalmente nei centri che dovrebbero garantire la sicurezza degli italiani, isolando e registrando tali immigrati per inserirli gradualmente nella società.

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Il video, filmato all'esterno di una delle strutture d'accoglienza presenti sul territorio pugliese, mostra un gran numero di extracomunitari che fuggono senza alcun problema attraverso le recinzioni del centro dopo aver allargato le ringhiere in ferro che ne delimitano i confini.

A turno, uomini di colore passano da una parte all'altra della recinzione e, nonostante ad un certo punto del video passi una ronda di sorveglianza dell'esercito, gli immigrati continuano imperterriti a scavalcare e fuggire come se niente fosse, sotto lo sguardo annoiato dei nostri militari. Alcuni, addirittura, entrano all'interno della struttura scavalcando al contrario per ottenere vitto e alloggio gratuitamente, un meccanismo a dir poco incontrollato da parte del governo Renzi e che anzi, si va ad affiancare a quello del terrorismo di cui aveva parlato un preoccupato Gentiloni nei giorni scorsi durante un'intervista. Secondo l'autore di tale inchiesta, per chiudere, ci sarebbero in Italia almeno centomila clandestini di cui si sarebbero perse le tracce, che fuggiti dai centri si sarebbero inseriti in assoluta autonomia all'interno della società, ma che fine abbiano fatto rimane tuttora un mistero.

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