Soffiano venti di guerra al confine tra Israele e Libano. Due militari israeliani sono rimasti uccisi e altri sette gravemente feriti, dopo che un razzo anti tank esploso da miliziani di Hezbollah ha colpito un blindato posto a ridosso della linea di confine tra i due paesi. L'immediata risposta dello Stato ebraico ha provocato la morte di un casco blu dell'Onu, di nazionalità spagnola. Il soldato di Unifil, la forza di interposizione dell'Onu, è stato colpito nei pressi di Majidiye, località a ridosso del settore orientale della Linea blu di demarcazione tra Libano e Israele ed è morto per le ferite riportate.

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In un comunicato diffuso dai media di Hezbollah, il "Partito di Dio" ha rivendicato l'attacco di questa mattina sostenendo che questa è una risposta al raid aereo condotto da Israele nei giorni scorsi sul Golan, in territorio siriano, nel quale sono morti sei miliziani del movimento sciita libanese e un alto ufficiale dei Pasdaran iraniani.

Sulla vicenda è intervenuta Sigrid Kaag, coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano, che ha espresso "profonda preoccupazione per il grave deteriorarsi della situazione di sicurezza nel sud del Libano". La situazione sul Golan ha iniziato a complicarsi già dall'inizio dello scoppio della guerra civile in Siria. Da allora, ad Israele sono stati attribuiti ripetuti attacchi contro convogli di armi destinati alla milizia di Hezbollah in territorio siriano e che supporta il governo di Bashar Assad. Attacchi che finora Israele aveva accuratamente evitato sia di smentire che di confermare.

La minaccia di Netanyahu: "Faremo come a Gaza"

Già ieri, il primo ministro israeliano era stato durissimo verso le milizie sciite di Hezbollah: "Suggerisco ad Hezbollah di guardare a cosa è avvenuto a Gaza questa estate per comprendere cosa sta rischiando", aveva detto Benjamin Netanyahu aggiungendo che "chi usa il fuoco contro di noi, si brucerà".

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Il riferimento era ai due razzi caduti ieri sul lato israeliano del Golan e attribuiti alle milizie di Hezbollah in territorio siriano. Il ministro della Difesa Israeliano Moshe Yaalon aveva ribadito: "Non tollereremo alcun lancio di colpi contro il nostro territorio o violazione della nostra sovranità, risponderemo sempre con forza e determinazione". Nel frattempo, scambi di artiglieria sono ancora in atto alla frontiera tra i due paesi mentre una fonte militare citata da Ynet, uno dei principali siti di news di Israele ha sottolineato come questa non sia ancora la risposta finale dello Stato ebraico.