"E' un'emozione grande, non si può descrivere, io sono ancora incredula come lo ero all'inizio ed anche adesso. Comunque l'importante è che l'agonia sia finita" dichiara la madre di Tomaso Bruno. Una notizia che aspettavano da anni, i genitori del giovane Tomaso si abbracciano commossi. Potrebbero tornare entro il fine settimana Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, i due italiani per i quali la Corte Suprema Indiana ha annullato per loro la condanna all'ergastolo. L'odissea di Tomaso, trentenne di Albenga, e di Elisabetta, quarantenne di Torino, comincia nel Febbraio del 2010.

I due erano in vacanza in India assieme a Francesco Montis (30 anni all'epoca) di Terralba, amico di Tomaso e fidanzato di Elisabetta. Il quattro Febbraio il giovane sardo si sente male, Tomaso ed Elisabetta chiamano immediatamente i soccorsi e contattano l'ambasciata italiana: Francesco morirà poche ore dopo. Secondo gli inquirenti si tratta di un delitto passionale: infatti sul corpo del ragazzo sono presenti dei lividi, Tomaso ed Elisabetta lo avrebbero ucciso per poter stare insieme. "Giustizia è stata fatta, la verità alla lunga arriverà fuori, come spesso diceva mio figlio" ha dichiarato il papà di Tomaso Bruno.

La decisione odierna della corte suprema è stata resa immediatamente esecutiva, anche se ci sarebbero ancora alcuni passaggi formali e burocratici da completare. "E' per caso uno scherzo?" hanno commentato i due giovani quando il direttore del carcere ha informato loro della scarcerazione, ma poi sono stati sopraffatti da una smania di gioia e di felicità. Venuta a conoscenza circa la decisione della Corte Suprema nei confronti dei due ragazzi, l'ambasciata italiana si è attivata quindi per avviare le procedure di rilascio per il ritorno in Italia.

Una volta ottenuti i passaporti Tomaso ed Elisabetta potranno finalmente prendere il primo volo per tornare a casa. "Oramai avevamo perso la speranza" hanno detto commossi gli anziani genitori di Elisabetta Boncompagni ed anche in casa Bruno il telefono non smette di squillare, è la fine di un incubo. 

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