Il 10 gennaio il Tar del Veneto ha annullato l'ordinanza con cui la Capitaneria di Porto di Venezia aveva disposto la limitazione del transito nel canale della Giudecca e nel canale di San Marco delle grandi navi da crociera. In particolare, la Capitaneria aveva previsto il divieto per le navi passeggeri di stazza superiore a 40.000 tonnellate lorde nel 2014, e per il 2015 delle navi passeggeri di stazza superiore a 96.000 tonnellate lorde.

Il fatto - Nel 2013 la Capitaneria di Porto di Venezia si era basata sull'art.

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3 del decreto interministeriale n. 79/12, il cosiddetto Clini-Passera, che vieta che le navi - sia commerciali che passeggeri - con una stazza superiore alle 500 tonnellate lorde passino a meno di due miglia di distanza da aree marine protette.

Questa risoluzione è stata presa in seguito all'incidente avvenuto presso l'Isola del Giglio, ma si occupa anche della città di Venezia, vietando il transito nel canale di San Marco e della Giudecca a navi con stazza superiore a un certo peso.

Come alternativa, la Capitaneria ha presentato lo scorso 25 settembre un progetto di ridefinimento delle rotte marittime delle navi passeggeri attraverso lo scavo del Canale Contorta. Questo canale unirebbe l'attuale rotta commerciale con il porto passeggeri per una lunghezza di cinque km di canale, una larghezza di 100 metri, 200 con gli argini, una profondità di 10 metri e con materiale di risulta ai lati a creare isole artificiali, con entrata e uscita delle navi dalla bocca di porto di Malamocco e non più di Lido-Punta Sabbioni. Questa soluzione aveva trovato d'accordo Confindustria Venezia, l'Autorità portuale, la società che gestisce il terminal e le istituzioni politiche, accontentando - almeno in parte - anche i sostenitori del movimento "No Grandi Navi".

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Tuttavia, il Tar ha ritenuto che i presupposti previsti del decreto Clini-Passera non siano applicabili a questo contesto, e che vi sia un difetto di istruttoria perché è mancata la necessaria valutazione degli interessi pubblici e privati interessati dalla decisione presa dalla Capitaneria.



Le polemiche - Immediate le reazioni di cittadini e politici. Se il Presidente dell'Autorità Portuale di Venezia Paolo Costa si è detto fiducioso delle future decisioni del Governo sulla necessità di trovare un equilibrio, il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti ha dichiarato che la laguna è un patrimonio assoluto da difendere. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presenterà appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Veneto e il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, Giovanni Puglisi, si dichiara allibito tanto del provvedimento che "non rende giustizia non tanto alla decisione della Capitaneria di Porto, quanto ai Veneziani stessi, agli Italiani, al buon senso, al gusto estetico di un Paese che ha la necessità di vedere valorizzati i suoi beni culturali", quanto alla motivazione.

L'unico ad apparire soddisfatto è Sandro Trevisanato, presidente di Venezia Terminal Passeggeri, che spera che questa sentenza "induca il governo a varare quei provvedimenti che potranno servire dal 2016 alle compagnie di crociera a fare ritorno a Venezia", sottolineando che quest'anno nessuna nave sopra le 96mila tonnellate si fermerà a Venezia, con una perdita di 200-300 mila passeggeri. Su un unico punto si trovano tutti d'accordo: la necessità di attuare misure di salvaguardia per la città di Venezia e il mantenimento dell'importanza del Terminal Passeggeri di Venezia. Intanto, il risultato della valutazione di impatto ambientale per il progetto di Adeguamento del Canale Contorta Sant'Angelo è atteso per la prima metà di marzo 2015.