I sancataldesi e non solo, portano Aldo Naro nel cuore. Gli amici, i parenti e le persone che non lo conoscevano, hanno nel proprio cuore fatto spazio a questo giovane di straordinaria umanità; sempre altruista con tutti, un ragazzo pronto ad aiutare chi era in difficoltà. E proprio per tale scelta, Aldo Naro aveva deciso di diventare un medico, per aiutare le persone che soffrono, i malati e chi ha bisogno di cure. Aldo era anche un ottiimo figlio e fratello, aveva sempre dato mille soddisfazioni in casa, un ragazzo ubbidiente, volenteroso che sapeva la distinzione tra il bene e il male, quel male che quella maledetta sera lo ha perseguitato.

Quel maledetto venerdì di carnevale, in cui Aldo si ritrovò a perdere la vita d'innanzi la fidanzata e il suo gruppo di amici, per uno stupido cappellino di Carnevale; la violenza di altri ragazzi, di un diciassettenne in particolare, provocata con un calcio alla tempia, un colpo letale per il giovane Naro. Lacrime, pianti di commozione al suo funerale in Chiesa Madre a San Cataldo, in ricordo di un giovane che aveva detto no alla violaenza, ma che proprio per la violenza di altri ragazzi è rimasto vittima.

Vittima o Eroe?

Di Aldo Naro non si parla soltanto come se fosse una vittima, ma si parla di un eroe che avrebbe dato la vita per i propri amici (come dice Gesù nel Vangelo). Infatti verrà intitolata ad Aldo naro, un aula del Campus Universitario con sede al CEFPAS di Caltanissetta.

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Le indagini continuano per scoprire meglio la verità e le modalità della tragica morte di Aldo all'interno della discoteca Goa del quartiere Zen di Palermo.

Intanto rimangono impressi gli sguardi, le parole piene di fede e di speranza a poche ore dalla morte di Aldo, dei suoi genitori che nonostante il dolore, nel pieno rispetto, hanno nel cuore la vita e il futuro di tanti altri giovani come il figlio. E noi pensiamo che Aldo vegli dall'alto per tutti i ragazzi, che li custodisca e li curi col suo dolce sguardo, come da medico avrebbe fatto. "Io sono Aldo Naro", per non dimenticare...