La responsabile del servizio restauri della Sopraintendenza capitolina ai Beni Culturali Anna Maria Cerioni ha dichiarato stamani che la Barcaccia "non tornerà più come prima" perché "ha subito un danno rilevante, grave e permanente". Agli esperti appare chiaro che la fontana ai piedi dei 135 scalini della Trinità dei Monti che era stato restaurata e riconsegnata al pubblico solo lo scorso mese di settembre, non potrà mai esser riparata d'avvero. Secondo quanto dichiarato, i danni sarebbero molti di più di quelli che erano stati preventivati ieri ad occhio nudo. "Si tratta per lo più di danni dovuti dalle scheggiature dei vetri delle bottiglie lanciate".

Due i danni più gravi e più visibili: un pezzo di travertino di dieci centimetri del candelabro centrale, che si è spezzato. E il pezzo di marmo del bordo della vasca, barbaramente spezzato dal lancio di una bottiglia. Nulla di tutto ciò c'entra con il calcio e con Roma Feyenord.

Il Questore di Roma Nicolò D'Angelo ha dichiarato che quando i suoi uomini sono arrivati a Piazza di Spagna nessun atto vandalico verso i monumenti è stato commesso. Al momento, quindi, nessuno è sotto accusa per il danno alla "Barcaccia". L'ambasciatore olandese, durante un colloquio con il sindaco di Roma Ignazio Marino, ha dichiarato che il governo olandese non si sente in dovere di ripagare i danni alla Barcaccia, il cui ammontare non è ancora stato quantificato. In compenso, in Italia, pare che ci siano privati o banche disposte a coprire i costi del nuovo restauro.

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Nelle precedenti 48 ore Piazza di Spagna e le zone limitrofe sono state prese come una discarica e un gabinetto a cielo aperto: lattine, bottiglie, cartacce. Ma c'è stato anche chi faceva i suoi bisogni per strada. Il primo cittadino della capitale Ignazio Marino non ha lesinato dure critiche verso il Prefetto e Questore, che avrebbero destinato un numero "esiguo" di uomini delle forze dell'ordine per proteggere il centro cittadino e che quelli inviati "non hanno avuto disposizioni corrette dai loro vertici, mettendo a rischio la serenità e la tranquillità del salotto più bello del mondo". Le forze dell'ordine dall'altro canto si sono difese dicendo che non è stato possibile caricare gli hooligan perché era a rischio l'incolumità dei turisti e dei civili.

Scrive il "Corriere della Sera" che con molta probabilità la questione è stata presa un po' sottogamba. "In tutta la città erano stati dispiegati un migliaio di poliziotti. Circa 300 agenti in tenuta antisommossa erano fatti confluire in pieno centro, proprio nell'area del Tridente".

Ma alcune stime evidenziano che gli hooligan presenti nella zona di Piazza di Spagna erano 700. Ben 200 in più dei 500 tifosi senza biglietto segnalati come "pericolosi" dalle autorità olandesi durante i consueti contatti durante le manifestazioni sportive.

In un certo senso la critica di Marino sul numero esiguo di agenti dispiegati per Roma non appare infondata: "Vogliamo centinaia di agenti in più perché siamo potenziali vittime del terrorismo". All'appello di Ignazio Marino ieri sera a "Linea Notte" ha fatto eco Beppe Grillo con un post sul suo Blog: "Se arrivasse l'Isis al posto di quattro bifolchi alcolizzati quanto durerebbe Roma?" cosa accadrebbe? Igor Gelarda, dirigente del sindacato di Polizia Consap, ha evidenziato l'inadeguatezza del sistema di protezione della Capitale. "Adesso è stata la volta degli Hooligan del Feyenoord che hanno fatto diventare la città eterna una città da incubo per un giorno e mezzo". Poi chi sarà?