Sarebbero stati almeno sessantaquattro i "miliziani islamici" (tra i quali tre leader), che sarebbero morti sotto le bombe dei caccia egiziani in almeno tre raid sulle città libiche di Derna e Sirte; decine invece sono stati i feriti. Subito dopo i bombardamenti nelle zone controllate dall'ISIS, trentacinque lavoratori libici (perlopiù agricoltori), sarebbero stati rapiti. Il portavoce dell'esercito libico ha escluso che ci siano state vittime tra i civili, come invece afferma il califfato, che ha diffuso sui vari social-media una foto ritraente i cadaveri di tre bambini, foto che secondo il parere del popolo libico risalirebbe a qualche mese fa.

Ai caccia del Cairo, sdegnato per l'uccisione dei ventuno cristiani copti in Tripolitania, si sono affiancati quelli dell'aviazione di Tripoli. "Serve sostegno militare, o la minaccia arriverà anche in Italia" ha avvertito il primo ministro libico Abdullah al-Thani, anche nell'ultimo video girato dall'organizzazione terroristica, creato con l'ausilio di alcuni professionisti, la minaccia è diretta. Il catamarano maltese "San Gwann" è approdato al porto di Augusta in Sicilia con sessanta nostri connazionali partiti dalla Libia, ed accompagnati dall'ambasciatore italiano Giuseppe Buccino.

Sono stati trasferiti anche i documenti privati che si trovavano presso l'ambasciata italiana di Tripoli. L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha condannato il massacro dei copti, un crimine odioso di un'organizzazione terroristica che vuole destabilizzare la regione.

L'"OLP" ha poi invitato i Paesi arabi e la Comunità Internazionale a fermare lo Stato islamico; parole di condanna sono arrivate anche dall'Iran.

Papa Francesco ha telefonato al patriarca Teodoro II d'Alessandria, esprimendo la sua più viva partecipazione al dolore della chiesa copta. Si è dunque compreso che la strategia dei miliziani islamici è quella di seminare il terrore tra i civili. Tutto ciò ha portato ad un'intensificazione delle fughe verso l'Italia; è stato peraltro segnalato ai servizi segreti nostrani che tra chi sta fuggendo, potrebbe probabilmente esserci qualche pericoloso terrorista.

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