Ad una settimana dalla morte della piccola Nicole, la neonata catanese deceduta perchè non c'era posto in nessuno degli ospedali catanesi emergono nuovi dettagli e nuove zone d'ombra. Alcuni media nazionali riportano pasticci degli operatori telefonici del 118, ma anche la scelta sbagliata di percorrere una strada più lunga. Tutti dettagli che avrebbero fatto perdere minuti preziosi. Sia nella scelta dell'ospedale, che nel trasporto. L'autista dell'ambulanza avrebbe persino sbagliato strada e avrebbe chiesto indicazioni stradali ad un netturbino.

E' "La Stampa" a riportare il dettaglio più agghiacciante della vicenda.

Secondo la testata piemontese la neonata potrebbe essere morta addirittura nel lasso di tempo che va dalla crisi respiratoria dopo il parto ai successivi sessanta minuti. Se questa ricostruzione, portata avanti dai periti della famiglia di Nicole fosse verificata, resterebbe da capire il perchè della messa in scena. Perché trasferire Nicole all'ospedale di Ragusa se era già morta? Perchè comunicarlo solo a metà strada del tragitto?

Se Nicole fosse viva o meno non è verificabile. Perchè gli infermieri, secondo quanto dichairato dal nonno della bambina, avrebbero chiuso la porta dell'ambulanza in faccia al padre di Nicole, impedendone il sincerarsi della situazione.

"Il Corriere della Sera" pone l'accento invece sull'atteggiamento lascivo del centralinista del 118, definito come un "infermiere assonnato" che avrebbe trattato il caso come un atteggiamento di routine.

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L'operatore 81 avrebbe infine accettato i rifiuti con troppa sufficienza, senza far capire l'urgenza del caso. Ad un certo punto avrebbe richiesto un'incubatrice anziché un'ambulanza.

"Repubblica" aggiunge che il centralinista in un frangente avrebbe persino scambiato gli interlocutori, scambiando il dottor Di Pasquale della clinica Giblino di Catania con quello di Ragusa: "Tutto ok, a Catania hanno risolto. Arrivevederci". "Ma cosa dice, sono Di Passquale da Catania" la risposta. "Mi scusi dottore, ho trovato posto a Ragusa". Tutti segnali di un prossappochismo che gettano ancora più rabbia sulla storia della piccola Nicole.

Nella giornata in cui si svolgeranno i funerali, previsti per le 15.30 di oggi a Mascalucia, una domanda sorge spontanea. Perché non portare la piccola Nicole direttamente al Pronto Soccorso del Policlinico di Catania? A questo quesito cercherà di rispondere l'assessore alla Sanità siciliana Lucia Borsellino, che nonostante le annunciate dimissioni per via di questo caso, sta continuando nel suo lavoro.