E' notizia di oggi, fonte l'Espresso, di due soggetti libici pericolosi che in questi giorni hanno tentato l'acquisto di armi da fuoco, probabilmente per attentati a Roma. La Polizia ed i Carabinieri sono a caccia di questi individui, il primo di 25-30 anni, alto 172 cm e peso 62 kg corporatura magra, e l'altro coevo di età, alto 185 cm e di peso 75 kg corporatura media. La caccia all'uomo concentrata sui quartieri Esquilino e Pigneto, quartieri a larga frequentazione di extracomunitari e non novelli a fatti di micro criminalità organizzata, dove vi sono i centri islamici più numerosi di Roma e dove più volte le forze dell'ordine hanno investigato con sequestri ingenti.

Secondo le indiscrezioni sarebbero quindi molto pericolosi. Le fonti non citano sul perché volessero acquistare armi a Roma, di sicuro c'è il pericolo all'indomani delle rivendicazioni dell'ISIS, che oggi ha vissuto un duro ridimensionamento dopo i bombardamenti egiziani, e che ha minacciato apertamente l'Italia e Roma. A peggiorare le cose è arrivata un'informativa dei servizi segreti inglesi di un allarme reclutamento dell'ISIS proveniente dal mare e dai barconi che in questi giorni approdano in massa nelle nostre coste; l'ISIS, continua la nota dei servizi segreti, starebbe avvicinando i profughi per adescarli e renderli mine vaganti.

L'allarme dunque è forte e confermato dal ministro Gentiloni che oggi in Parlamento ha affermato che la situazione è pericolosa e che necessita di un intervento immediato. Il rapporto dei servizi segreti inglesi e le affermazioni del ministro Gentiloni portano in un'unica direzione, l'Italia è in pericolo e deve tutelarsi in ogni modo, in primo luogo con la prevenzione ed in seconda battuta con un'attenta analisi della situazione coinvolgendo sempre più l'ONU ma tenendo conto delle proprie debolezze.

Queste avvisaglie non sono più parole come potevamo pensare qualche giorno fa, ma diventano fatti duri che tutti noi siamo in dovere di considerare seriamente. L'Italia, dunque, è nel mirino ma ha tutti i talenti per non fare la stessa fine della Francia solo se saremo in grado di non sottovalutare ma neanche di allarmare ingiustificatamente.

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