Almeno 8 militari e tre bambini sono morti nelle 24 ore che hanno fatto seguito all'accordo sul cessate il fuoco siglato questo giovedì nel Palazzo dell'indipendenza a Minsk, in Bielorussia. La notizia della nuova scia di sangue trova conferme sia da parte delle autorità ucraine, sia da parte dei ribelli filo-russi.

Morti tre bambini

Secondo quanto riferito da Andry Lysenko "l'Ucraina ha perso otto militari e altri 34 sono stati feriti negli ultimi bombardamenti nell'est del Paese". Eduard Basurin, numero due dell'autoproclamata repubblica di Donetsk ha specificato che i tre bambini uccisi sono stati "raggiunti da un proiettile vacante".

In totale a Gòrlovka le vittime sono state quattro. Mentre tre sono stati i caduti a Donetsk.

La testimonianza di alcuni bambini

Chi assiste inerme ai bombardamenti di Donetsk è Ulyana, di soli sei anni. Ai microfoni della Bbc la piccola ha raccontato come la guerra "sia molto feroce" e che non esce di casa per paura."Quando ci sono gli spari più forti ci nascondiamo dietro ai muri divisori o al bagno" ha raccontato, mentre confidava di sperare presto di tornare a scuola. Con lei c'era Anton, che ha dodici anni da grande vuole fare il pugile.

Anton ha dichiarato di non far più caso ai bombardamenti che quotidianamente distruggono la città di Donetsk: "mi sono abituato".

La guerra continua

Segnali scoraggianti arrivano da fonti ucraine secondo cui l'esercito russo avrebbe spostato all'interno del confine ucraino 50 carri armati e altre artiglieri pesanti mentre il leader del Cremlino Vladimir Putin era all'interno del Palazzo dell'Indipendenza di Minsk per cercare una soluzione al problema.

Altre fonti ucraine riferiscono nemmeno la firma dell'accordo del Minsk II ha fermato la ferocia delle truppe sovietiche, che avrebbero lanciato un'offensiva subito dopo l'accordo.

Poroshenko: pace lontana

Anche per questo probabilmente oggi Petro Poroshenko ha dichiarato come la pace in Ucraina sia molto lontana e come molta strada debba essere ancora percorsa per una soluzione definitiva.

L'autonomia delle regioni dell'est

Uno dei punti chiave da sciogliere rimane quello della città di Debaltseve: uno snodo ferroviario molto importante ed è considerata fondamentale per il controllo della regione.

Al contrario di Putin Poroshenko nega che a Debaltseve, che in molti danno come accerchiata dai filorussi, ci siano difficoltà militari. Debaltseve è stata a lungo considerata inespugnabile dagli ucraini e la sua sorte farà da spartiacque per la risoluzione del conflitto. Il nodo cruciale per ottenere la pace riguarda l'autonomia delle regioni russofone di Donetsk e Luhansk. Ieri Poroshenko ha negato che all'interno dell'accordo ci fosse qualcosa al riguardo. L'autonomia delle regioni dell'est è fortemente voluta da Putin, che ha anche chiesto che questa tutela sia inserita in costituzione. Secondo Le Monde in questo modo Vladimir Putin vuole modificare e immobilizzare il processo decisionale ucraino su alcuni temi a lui molto cari: l'energia e la politica estera.

Resta da chiarire infine all'interno delle riforme costituzionali chieste dal Fondo Monetario Internazionale per lo sblocco dei 40 miliardi di aiuti destinati a Kiev ci siano anche quelle sull'autonomia di Donetsk e Luhansk.

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