Sul caso di omicidio di Yara Gambirasio, giungono delle news dall'ultima puntata del programma Quarto Grado andata in onda venerdì 20 febbraio. Si tratta di uno dei casi più complessi e, dopo le recenti rivelazioni sulle perizie dei RIS, la posizione di Massimo Bossetti diviene ancora più complicata e difficile. Durante la trasmissione è stata proposta ai telespettatori la testimonianza di una donna, si è discusso di un altro elemento probante ma soprattutto si è parlato della strategia difensiva in compagnia di Claudio Salvagni, il legale che difende la posizione di Bossetti, al momento in carcere con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere.

Yara Gambirasio: una vecchia testimonianza, ma gli inquirenti battono altre strade

Sul caso di Yara Gambirasio si è detto tutto e il contrario di tutto e le testimonianze continuano a fioccare nonostante gli anni trascorsi. Durante l'ultima puntata del programma Quarto Grado è stata mandata in onda l'intervista a Vilma Cuttini, una donna che ha una testimonianza che, secondo alcuni e soprattutto la difesa di Bossetti, dovrebbe essere tenuta in conto: la donna ha raccontato infatti di aver conosciuto, prima che accadesse l'orrendo omicidio, un rumeno che le aveva detto di essere fidanzato con una ginnasta di nome Yara. L'uomo sarebbe poi misteriosamente scomparso e avrebbe fatto perdere le proprie tracce immediatamente dopo la scomparsa della povera Yara Gambirasio.

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Le ultime notizie mostrano come gli inquirenti non considerino questa testimonianza come attendibile o che possa avere valore probante.

Nuove prove contro Bossetti dalle perizie tecniche

Dopo le news circa le tracce di fibre sui leggins della ragazza che potrebbero appartenere al furgone di Bossetti, ecco che, durante la puntata di Quarto Grado, viene raccontata una nuova prova: sarebbe stato trovato sul corpo della povera ragazza alcuni microframmenti metallici che sarebbero compatibili con le polveri ritrovate nel furgone dell'indagato. Si aggiunge dunque una nuova prova che rende ancora più difficile la strategia difensiva dell'avvocato Salvagno.

La strategia difensiva dell'avvocato di Bossetti

E' stato intervistato Claudio Salvagno, il legale difensore di Massimo Bossetti. Qual è la strategia difensiva che sta mettendo in piedi per tirare fuori dal carcere il suo assistito? Gli elementi della tesi difensiva sono due: occorre dimostrare in primo luogo che il luogo del delitto non è quello che è stato indicato e che l'arma utilizzata per uccidere la povera Yara non è stata un taglierino.

La posizione dell'assistito risulta essere difficile: dalla prova del DNA a queste nuove tracce trovate dai RIS fino alle continue contraddizioni in cui è caduto Bossetti, senza poi tralasciare l'altro elemento probante costituito dalle telecamere. È tutto con le ultime news aggiornate al 21 febbraio. Per ricevere aggiornamenti su questo e altri casi di cronaca, il nostro suggerimento è di cliccare su "Segui" posto in alto sopra il titolo dell'articolo.