Due genitori che improvvisamente decidono di cambiare la serratura di casa, mettendo il figlio in mezzo a una strada: è certamente un segno dei tempi. E' successo a Latina, città da tempo alle prese con una pesante crisi occupazionale, come abbiamo appreso dal giornale Il Caffè. Pur essendo iscritto regolarmente al Centro per l'impiego, il 27enne protagonista di questa storia, da qualche anno in difficoltà nella ricerca di un posto di lavoro, si è visto sbattere fuori all'abitazione familiare senza troppi complimenti. Dopo aver chiamato i carabinieri, senza comunque riuscire a rientrare nella casa dei genitori, il giovane non si è perso d'animo e si è rivolto a un legale per far valere le sue ragioni.

E' facile immaginare che i rapporti tra genitori e figlio non fossero idilliaci, ma quello che non si capisce bene è il motivo di una decisione così drastica, anche perché, come precisato ai media dall'avv. Maria Antonietta Giorgetta, questo ragazzo non ha un lavoro e dunque non è in grado di mantenersi e soprattutto di pagarsi un affitto. Come può sopravvivere in queste condizioni?

Una decisione che farà discutere

Il giudice investito della questione, dr. Giuseppe D'Auria, ha dato ragione ai genitori. Secondo quanto affermato dall'Avv. Giorgetta il giudice D'Auria non avrebbe tenuto in debito conto il fatto che il giovane non lavora ed è proprio questo che andrà probabilmente ad alimentare altre vicende giudiziarie, coi ricorsi del caso.

Una vicenda di cronaca davvero desolante, quella di cui vi abbiamo dato conto, che si presta a molte interpretazioni sociologiche sul rapporto genitori-figli e sul conflitto generazionale in atto a causa di una crisi economica, ma anche culturale, davvero grave. Una crisi alla quale spesso le istituzioni non riescono a dare risposta.



Se è vero che solo i protagonisti di questa emblematica storia possono sapere come sono andate le cose tra le mura domestiche, restano perplessità su una decisione del giudice che non dà una risposta a questa fondamentale domanda: dove andrà a vivere questo ragazzo attualmente disoccupato, una volta cacciato di casa? Il giovane, intanto, ha proposto ricorso per ottenere il reintegro nel possesso, ma l'Avvocato Giorgetta, da noi interpellata, ci ha gentilmente spiegato che il giudice Cosentino lo ha respinto, con una motivazione che appare paradossale: tale possesso non è provato. Moralis fabulae: in Italia siamo arrivati al punto che un figlio deve lottare per vie legali per dimostrare che viveva col proprio nucleo familiare d'origine. Mala tempora currunt.