Giovanna Maniscalco fu costretta a sposarsi quando era poco più che una bambina, le diedero un marito forzatamente. Giovanna non era purtroppo in grado di ribellarsi, vivendo così una vita triste e piena di rimpianti. In seguito cercò l'amore in un altro uomo, cercò una famiglia vera, autentica, scelta di sua volontà. Le cose però non furono facili, il destino continuò a remarle contro. I figli invece no, quelli Giovanna li ha sempre avuti nel cuore. Uno dei cinque, Antonello Di Virgilio, il più piccolo, ha scritto Federica Sciarelli, conduttrice del noto programma di Rai Tre Chi l'ha visto, una lettera: "Sono dieci anni che cerco mia madre, dieci anni che hanno distrutto la mia vita ed ora mi sento ancora più solo.

Aiutatemi a cercarla". Antonello, dinanzi le telecamere di Chi l'ha visto ha inoltre affermato: "Sarebbe un miracolo se mia madre ritornasse, mi darebbe forza, coraggio".

Antonello, il grande amore di un figlio

Antonello da dieci anni attende che sua madre ritorni, non ha mai perso la speranza di ritrovarla, ma la sua assenza così prolungata lo fa soffrire. il timore che le sia potuto accadere qualcosa lo angoscia. Il dubbio continuo su come e dove sua madre possa trovarsi lo tormenta. Ultimo di cinque figli, Antonello è probabilmente quello che più ha sofferto per la scomparsa della mamma; Giovanna lo seguiva nel percorso artistico, lo aiutava, lo consigliava nelle scelte importanti della vita, sempre attenta e premurosa. "Lasciava gli altri miei fratelli con mio padre-dice Antonello-e lei rimaneva sempre con me", Giovanna era molto bella da giovane; nel tempo era cambiata, ma nonostante le fatiche e le preoccupazioni di madre e di moglie, dal suo volto scaturiva ancora la primitiva bellezza.

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Solo negli ultimi tempi, raggiunti i sessant'anni, con un marito cieco ed una suocera da accudire, Giovanna mostrava i primi segni di deperimento fisico anche sul suo volto. Un malessere interiore, una prostrazione che diventava giorno dopo giorno sempre più insopportabile.

Nata in Sicilia, fin da ragazzina visse tra le grinfie di una matrigna crudele che la fece sposare con un uomo molto più grande di lei. Giovanna iniziò ad accudire la sua prima figliuola quando ella era ancora adolescente e giocava ancora con le bambole; aveva solo 15 anni ed era costretta a subìre violenze e sorprusi a tal punto da farle meditare il suicidio. Infatti la ragazza impugnò la pistola di suo marito e si sparò, per fortuna si ferì gravemente ma non morì. Infine stanca, Giovanna decise di scappare via con sua figlia, aveva 16 anni ed era incinta del secondo figlio. Giovanna conobbe un ragazzo di nome Gianni che lavorava alla SIP, i due si sposarono e si trasferirono a Roma; dal matrimonio nacquero tre maschietti. Trasferitisi ad Arsoli per accudire la madre di lui, il 28 Luglio 2005, spossata dalle angherie della suocera donna poco tollerante, Giovanna sparì nel nulla a 62 anni, lasciandosi alle spalle suocera, marito, figli e nipoti.