L'Isis non accenna a fermare la sua sete di sangue e dopo l'attentato al Museo del Bardo a Tunisi, dove hanno perso la vita anche quattro turisti italiani, hanno intenzione di colpire nuovamente. 'Sgozzateli in spiaggia, affogateli in mare' questa l'esortazione contenuta in un nuovo inquietante documento dell'Isis, di cui parlerà questa sera, lunedì 23 marzo, il rotocalco 'Terra', in onda in seconda serata su Retequattro. Il conduttore, Toni Capuozzo, parlerà proprio di questo documento inedito, un'altra inquietante minaccia di morte rivolta, in questo caso, a turisti francesi, britannici e americani. Forse ad aver scritto questo documento, rintracciato sul Web, è stato proprio uno dei complici degli esecutori materiali dell'attentato di Tunisi e l'esortazione ad uccidere e a massacrare i turisti occidentali viene lanciata ai cosiddetti 'lupi solitari', ovvero a tutti quei simpatizzanti jihadisti che ancora non si sono schierati apertamente con l'esercito dell'Isis.

Isis, strage Museo del Bardo di Tunisi è stata solo la 'prima goccia di pioggia'

Sempre durante la puntata di stasera del programma 'Terra', avremo modo di vedere anche uno speciale realizzato dalle due inviate della trasmissione, Anna Migotto e Sabina Fedeli che hanno intervistato la famiglia del più giovane dei terroristi che hanno compiuto la strage del museo del Bardo a Tunisi, ovvero Jabeur Khachnaoui. Naturalmente, i genitori del diciannovenne sono letteralmente distrutti dal dolore, pur dipingendo il proprio figlio come un 'bravo ragazzo, intelligente' (andava a scuola al liceo). 
Le minacce, intanto, non accennano a fermarsi ed ovviamente i sociali network sono forse il canale preferito per diffondere il terrore: su Twitter, per esempio, è comparso un messaggio attraverso il quale si fa presente che ciò che è avvenuto a Tunisi è soltanto un assaggio, la prima goccia di pioggia...E a giudicare da quanto visto nelle ultime settimane, possiamo ipotizzare veramente una primavera particolarmente 'preoccupante' sul piano del terrorismo, perchè ciò che è avvenuto pochi giorni fa al Museo del Bardo, purtroppo, potrebbe ripetersi ancora.
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