Pino Daniele, ecco la verità sulla morte del cantautore napoletano. È la prima volta che Amanda Bonini, la compagna di Pino Daniele, parla dopo le polemiche sui soccorsi che avrebbero potuto salvare il cantante. Polemiche per quel lungo viaggio, dalla sua abitazione nella provincia di Grosseto fino all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, anziché soccorrerlo nel più vicino pronto soccorso. Parla davanti alle telecamere del Tg1, in esclusiva e racconta cosa è davvero successo quella drammatica sera.

"La sera del 4 gennaio eravamo pronti per metterci a tavola, ma proprio nel momento di alzarsi dal divano per sedersi a tavola, Pino Daniele ha cominciato ad avvertire dei problemi".

Comincia così il suo racconto, Amanda Bonini. Il cantautore disse: 'Mi sento strano'. Dunque, ha inizio in questo modo la tragica scomparsa di Pino Daniele, con quel "Mi sento strano" pronunciato all'ora di cena nella sua villa toscana, in compagnia della compagna e di tre dei suoi figli. Ma sono giorni che il cantante napoletano non si sente bene. I problemi, addirittura, avevano avuto inizio il 30 dicembre.

Amanda Bonini, la compagna di Pino Daniele, mostra i messaggi col cardiologo

Sono decine i messaggi che la compagna manda al cellulare del cardiologo di fiducia, Achille Gaspardone. Uno, datato giovedì 1° gennaio 2015, è inviato alle 23.45, Pino Daniele si era esibito la mezzanotte prima per il concerto di Capodanno a Courmayeur. Il cantante continuava ad avere dei fastidi, sentiva dei dolori dietro alle spalle.

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"Buonasera Achille, sono Amanda. Pino mi preoccupa perché è diverso tempo che ha dolori alle spalle. Ieri sera ha anche preso freddo durante la serata di Courmayeur… Non sta bene… Fammi sapere se posso portarlo nei prossimi giorni, anche domani se ci sei. Scusa l'orario".

Il medico, dunque, era costantemente informato sulle condizioni di Pino Daniele. "Mi diceva di stare tranquilla, perché evidentemente non riteneva che fosse una situazione grave", continua Amanda Bonini. E, invece, la sera del 4 gennaio la situazione è precipitata. "Avverto che Pino comincia a sudare freddo - continua la Bonini - quindi chiamo di nuovo il cardiologo dicendogli che forse la pressione stava scendendo troppo. Gaspardone ci consigliò di alzargli le gambe".

Pino Daniele vuole a tutti i costi partire, quindi la folle corsa in auto in direzione Roma. "Mi teneva la mano, ad un certo punto, proprio nei pressi del Sant'Eugenio, non mi parlava più". Gli ho chiesto: "Se mi senti, stringi la mia mano. E lui me l'ha stretta due volte, come per salutarmi per l'ultima volta". Sei minuti più tardi, sono davanti al pronto soccorso del Sant'Eugenio, il cardiologo non c'è e Amanda lo sa. Ma non c'è nessuno ad attenderli. Solo un'infermiera uscirà nel piazzale sentendo le urla di Amanda. Ma Pino Daniele è già morto.