Sono trascorsi nove mesi esatti dall'arresto dell'uomo definito il presunto killer di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti, muratore 44enne di Mapello che dal carcere di Bergamo continua a definirsi del tutto innocente ed estraneo all'intera vicenda. Le news sul giallo di Brembate sono ormai quotidianamente al centro della cronaca nostrana. I dubbi degli inquirenti continuano ad essere ancora concentrati su Bossetti, alimentati anche dai copiosi indizi a suo carico, coincidenze che rischiano di trasformarsi in prove, intercettazioni che aprono numerosi quesiti e poi quella prova considerata 'regina' e rappresentata dal Dna nei confronti della quale è difficile non chiedersi cosa ci facessero tracce biologiche di Bossetti sui vestiti di Yara Gambirasio.

Nonostante questo, l'uomo interpellato dal quotidiano Il Giorno ha voluto rispondere ad una serie di domande ponendosi al contempo dei quesiti e nelle quali lo stesso Bossetti ha rivelato alcune news importanti sulla sua attuale situazione in carcere, quel luogo che lui definisce un 'inferno'. Ecco quali sono le parole contenute nel lungo documento scritto a mano dal presunto assassino di Yara Gambirasio.

Yara Gambirasio: la lettera-sfogo dal carcere di Bossetti

Le ultime news fanno riferimento alla lunga lettera di Massimo Bossetti che dal carcere ha risposto ad alcune domande de Il Giorno, ponendosi al tempo stesso dei quesiti che suonano come nuove dichiarazioni di innocenza. E' difficile per Bossetti rivolgere un pensiero alla famiglia della giovane Yara Gambirasio poiché, a sua detta, totalmente estraneo ai fatti per i quali è accusato.

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La vita in carcere? Bossetti non usa mezzi termini nel definire questo luogo un 'inferno', indipendentemente dall'essere innocente o meno. Poi, una serie di domande sulla sua attuale situazione dopo la negazione del Tribunale relativa alla sua scarcerazione.

Dalle news che trapelano dalla sua lettera dal carcere, emerge tutta la disperazione di Bossetti per diversi motivi e che ruoterebbero attorno alla sua presunta e più volte ribadita innocenza. Non avrebbe ucciso lui Yara Gambirasio, eppure - sostiene nella missiva - dopo essere stato incastrato viene definito 'l'orco', 'il mostro', anche in tv. Nelle parole del presunto assassino della giovane tredicenne, infine, è emersa la totale assenza di fiducia nei confronti della giustizia. L'unica fede che gli è rimasta, dall'inferno del carcere nel quale vive dallo scorso 16 giugno - dichiara ancora nella lettera - è quella in se stesso e nella sua 'assoluta verità'. Se volete restare aggiornati sulle novità del giallo relativo all'omicidio di Yara Gambirasio, vi invitiamo a cliccare sul tasto "Segui" in cima alla news.