Nella mattinata dell'8 aprile è morto nella sua abitazione romana Giorgio Salvini, noto fisico e politico italiano. E' considerato il padre dell'ellettrosincrotrone di Frascati, il primo acceleratore di particelle italiano. Nato a Milano il 24 aprile del 1920, si laurea sempre nella città lombarda in Fisica nel 1942, avendo come relatore Giovanni Polvani e, dopo una breve parentesi da soldato nella seconda guerra mondiale, emigra nel 1949 negli Stati Uniti, precisamente a Princeton.

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Tornato in Italia, ottiene la cattedra di Fisica Generale all'Università La Sapienza di Roma e nel 1959 attiva, sotto la visione di Amaldi, l'elettrosincrotrone, capace di sviluppare una energia di più di 1 miliardo di elettronvolt, un risultato eccezionale per l'epoca, ma che oggi non competerebbe in alcun modo col più famoso acceleratore di Ginevra.

Sempre nello stesso anno diviene membro della prestigiosa ed antica Accademia Nazionale dei Lincei. L'esperienza da direttore finisce presto e Salvini abbandona la direzione ma rimane comunque a Frascati, e nel 1966 fino al 1970 è il direttore dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). Negli anni settanta collabora col team di Ginevra, scoprendo i bosoni grazie ai quali, successivamente, Carlo Rubbia avrebbe vinto il premio Nobel.

Nel 1990, dopo essere stato poco più di trent'anni membro dei Lincei, ne diventa direttore, succedendo al fisico Amaldi, che tanto aveva voluto Salvini a Frascati. Rimane nella direzione fino al 1994 e successivamente ne diventa membro onorario. A metà degli anni novanta ha anche una breve esperienza come Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica, sotto il governo di Lamberto Dini.

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L'attività di Ministro finisce presto, a causa della natura stessa della legislazione voluta da Scalfaro.

Molti gli articoli pubblicati, in ricordo del professore, immediatamente dopo la sua morte, in particolare dall'INFN all'ASI (Agenzia Spaziale Italiana). I funerali avranno luogo, a Roma, il 10 aprile alle 11 nella chiesa di Sant'Agnese fuori le Mura.