Garowe - E' successo ancora: secondo le fonti della polizia locale, almeno dieci persone sono morte nell'esplosione di un pulmino, nella capitale del Puntland, regione semiautonoma nel nordest della Somalia. L'Unicef ha confermato che almeno quattro delle vittime sono dipendenti dell'Onu e che l'attacco si è verificato durante il breve tragitto dalla residenza in cui alloggiava lo staff all'ufficio della capitale. La bomba era stata piazzata in precedenza sotto uno dei sedili. Il colonnello Ali Salad - ufficiale della polizia locale - ha dichiarato che a bordo, oltre ai dipendenti dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, vi sarebbero anche alcuni stranieri e alcuni somali.

Il pulmino è stato fatto esplodere con un comando a distanza dal gruppo di fondamentalisti islamici Al-Shabaab che ha da subito rivendicato la responsabilità dell'atto tramite l'emittente radiofonica Andalus, tristemente nota per essere utilizzata dagli estremisti somali. Secondo quanto dichiarato dall'emittente araba Al-Jazeera, queste sono le parole dello sceicco Abu Musab Abdiasis, portavoce delle operazioni militari di Al Shabaab, a Reuters (agenzia di stampa britannica): "Abbiamo condotto noi l'attacco a Garowe. Abbiamo colpito il nostro nemico, l'Onu. Nell'attacco ne abbiamo uccisi e feriti molti".

L'atto terroristico era evidentemente rivolto all'Onu: difatti, la bomba è stata fatta esplodere nelle vicinanze di uno degli uffici dell'organizzazione. Al momento, il compound delle Nazioni Unite non è stato colpito.

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Sebbene nel dicembre scorso un kamikaze di Al-Shabaab abbia attaccato con un'autobomba un convoglio dell'Onu a Mogadiscio causando quattro morti, gli attentati non sono frequenti nelle regioni settentrionali del paese, a differenza del sud dove i fondamentalisti stanno attuando continui attacchi contro il governo somalo e le forze dell'Unione africana.

Il rappresentante dell'Onu in Somalia Nick Kay ha condannato sul suo twitter l'attacco: "Sono scioccato e sconvolto per la perdita di vite umane".