Si aggiorna di ora in ora il numero delle vittime del Terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile scorso e, mentre continua lo sciame sismico, le autorità temono un'ecatombe di oltre 5.000 morti. I dettagli dell'evento sismico, i soccorsi, il bilancio dei feriti, dei morti e dei dispersi, le vittime certe e quelle che ancora mancano all'appello.

Due italiani travolti e uccisi da una frana

I corpi recuperati dalle macerie sono quelli di Renzo Benedetti e Marco Pojer, a darne testimonianza sarebbero stati, dall'ospedale di Kathmandu, altri due connazionali, Iolanda Mattevi e Attilio D'Antoni, entrambi feriti in modo lieve. I quattro italiani si trovavano a 3.500 metri di quota, nella Rolwaling Valley, quando sono stati travolti da una frana innescata dal violento sisma. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, da Pechino, ha ritenuto attendibile la notizia anche se allo stato attuale non c'è una conferma dei fatti dalle autorità locali.

Ancora dispersi i 4 speleologi italiani

Da sabato non si hanno alcune notizie sulla sorte dei 4 speleologi italiani operanti Soccorso Alpino che erano impegnati nell'esplorazione di alcune forre nei dintorni di Langtang. Le speranze di ritrovarli in vita sono legate al racconto di alcuni sopravvissuti i quali avrebbero riferito che, nella mattinata di sabato, i 4 non sarebbero partiti per la prevista esplorazione a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Si ipotizza e si spera che siano tutt'ora impossibilitati a comunicare a causa dei loro telefoni satellitari danneggiati o con batterie scariche.

Chi sono i dispersi e i sopravvissuti

Due degli italiani dispersi a Langtang sono di Ancona, si tratta di Giuseppe Antonini di 53 anni e del medico anestesista Gigliola Mancinelli, 51 anni.

Mancano all'appello anche il torrentista genovese Giovanni Pizzorni, 52 anni e Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige. Più confortanti sono le notizie che arrivano direttamente da alcuni sopravvissuti italiani; si tratta di Mario Vielmo, Fiorella Fracassetti e Giovanni Cipolla. I tre hanno telefonato rispettivamente alle proprie famiglie per tranquillizzarle sulle loro condizioni di salute e dovrebbero rientrare in Italia già nelle prossime ore.