Il giorno dell'inaugurazione dell'Expo 2015 di Milano è stato rovinato dalla presenza dei black bloc, che provengono da tutta Italia e anche dall'estero. Nel capoluogo lombardo si sono riuniti tutti coloro che si oppongono all'evento internazionale e hanno sfilato per le vie della città, creando disordini e caos. Il corteo si chiama "No Expo" e raccoglie centinaia di black bloc che hanno letteralmente devastato parte della città di Milano, tanto che è stato necessario l'intervento delle Forze dell'Ordine. Il risultato è stata una vergognosa guerriglia, che ha fatto il giro del mondo; i black bloc hanno lanciato petardi e molotov contro la polizia, la quale ha risposto con lacrimogeni, come riportato dal "Fatto Quotidiano".

Le Forze dell'Ordine, che erano già state allertate, non hanno potuto evitare la distruzione di vetrine di negozi e il rogo di numerose automobili.

Ultime news Expo Milano 2015, città devastata dai black-bloc: ecco il bilancio

Una giornata che sarebbe dovuta essere di festa passerà alla storia per le devastazioni dei black bloc, che hanno lanciato anche bombe carta. Gli infiltrati hanno distrutto qualunque cosa abbiano avuto sul loro cammino: negozi, automobili, banche, cassonetti, fioriere. All'inizio hanno lanciato fumogeni, poi hanno cominciato a devastare la città. La festa d'inaugurazione è stata dunque rovinata da circa cinquecento black bloc che hanno agito nascosti da cappucci e caschi, armati di bastoni. Dopo l'intervento della polizia, che ha lanciato circa quattrocento lacrimogeni, gli infiltrati si sono cambiati d'abito e si sono mescolati tra la folla.

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Sono stati impiegati oltre duemila uomini in tenuta antisommossa, mentre la Digos ha effettuato perquisizioni e sgomberi. Il bilancio parla di undici feriti tra le Forze dell'Ordine e di dieci fermati. Le istituzioni hanno condannato fermamente l'accaduto: "I responsabili devono essere assicurati alla giustizia", ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Violenti e vigliacchi", recita una nota di Palazzo Chigi. Indignazione da parte di Maroni ("Imbecilli, vanno puniti") e del sindaco di Milano, Pisapia ("Fatto esecrabile").