Fabio e Mingo ex inviati pugliesi di Striscia la Notizia, sono stati denunciati per truffa alla Procura della Repubblica di Bari. Ora sono stati iscritti nel registro degli indagati a causa di un finto servizio girato e trasmesso nel 2013 dal TG satirico di Canale 5. Il servizio incriminato, riguardava una vicenda legata ad un falso avvocato, la quale è risultata poi una vera e propria messa in scena, sapientemente architettata dalla coppia barese. 

Prima sospesi e poi licenziati

I due inviati erano stati inizialmente sospesi in via precauzionale, direttamente dalla direzione del programma, per poter fare gli accertamenti del caso e poi successivamente licenziati, dopo aver appurato in via definitiva la vicenda del finto servizio al quale hanno partecipato dei veri attori, anch'essi indagati.

I due ex inviati, devono ora rispondere di simulazione di reato e a condurre l'inchiesta sarà il Pubblico Ministero di Bari, Isabella Ginefra, la quale ha notificato lo stesso reato anche all'attore che interpretava il finto avvocato e ad altre due persone che hanno contribuito alla realizzazione del servizio. A sporgere denuncia è stato il numero uno di Striscia, nella persona di Antonio Ricci, il quale ha presentato ben due denunce, una per il servizio appena citato e l'altra per un altro presunto servizio tarocco. Il licenziamento di Fabio e Mingo era nell'aria, infatti già dai primi giorni dello scorso mese di aprile, la redazione del programma aveva aperto una campagna per selezionare nuovi inviati da integrare nello staff organizzativo del TG satirico. A seguito di queste vicende, in rete sono venute fuori tantissime notizie al riguardo, che però sono risultate infondate perché alla base di tutto è venuta a mancare la fiducia nei confronti dei due diretti interessati, almeno questo è quanto comunicato ufficialmente dai vertici della redazione, per voce del mitico pupazzo rosso, il Gabibbo.

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Ora la parola passerà al Tribunale di Bari, al cospetto del quale gli ex inviati devono dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati.