La paura in Nepal non è ancora finita. Stamattina un'altra scossa di Terremoto ha colpito il paese già disastrato dal sisma del 25 aprile. L'epicentro è stato a Namche Bazar, vicino all'Everest e al confine con la Cina.

I morti e i feriti

Come si apprende dal sito dell'ansa, la scossa è stata molto forte: la magnitudo è stata di 7.4. Inoltre la terra ha tremato per un minuto, un tempo interminabile. Il ministro dell'interno del Nepal ha comunicato che almeno 19 persone sono morte e almeno 981 sono rimaste ferite. La gente, in preda al panico, è uscita numerosa per le strade. Inoltre, la forte scossa ha provocato delle frane, a causa delle quali 12 persone sono rimaste ferite.

La scossa è stata avvertita anche in India, dove sono stati registrati almeno 10 morti nello stato del Bihar, 12 bambini invece sono rimasti feriti nel distretto di Darbhanga (ansa.it). Insomma, in una zona già fortemente provata dalla scossa di pochi giorni fa, la paura continua.

Il sisma del 25 aprile

Il 25 aprile è stata una giornata triste per il Nepal. Il sisma che ha colpito il Nepal quel giorno aveva già causato almeno 8200 morti e 17866 feriti, un bilancio di vittime spaventoso, senza contare le vittime collaterali che sempre in questi casi si verificano a causa delle epidemie e della mancanza di viveri. Il sismologo Alessandro Amato ha dichiarato che, ad una prima analisi dei fatti, appare che la scossa di oggi sia fortemente collegata a quella avvenuta nemmeno 20 giorni fa, ma sia avvenuto all'estremità orientale di quella faglia, e che è possibile che si sia attivata un'altra faglia, vicina alla precedente (ansa.it).

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I cooperanti italiani in Nepal

Alcuni cooperanti italiani in Nepal appartenenti a varie associazioni e organizzazioni umanitarie hanno rilasciato all'ANSA delle testimonianze, che descrivono uno scenario molto preoccupante. La nuova scossa, infatti, complica ulteriormente gli aiuti, che già sarebbero diventati più difficili con l'arrivo della stagione dei monsoni. In particolare esiste una grande quantità di bambini che sono in pericolo, essendo rimasti senza casa e in qualche caso senza genitori, in un momento in cui trovare viveri ed acqua è più difficile che mai. I cooperanti stanno però continuando a lavorare, e pare che il traffico a Kathmandu sia già stato ripristinato, nonostante la gente sia in preda al panico. Pare infatti che le scosse siano destinate a continuare. Per il momento non è possibile stimare precisamente i danni che sono avvenuti, sicuramente la forte scossa ha causa ulteriori crolli di edifici, alcuni dei quali però pare che fossero disabitati. Non sono registrate vittime tra i cooperanti italiani.

Stefano Ciavela, il coordinatore della Protezione Civile italiana, che si trova appunto in Nepal, ha infatti dichiarato all'ANSA: " E' scattato il piano di sicurezza previsto in questi casi, e tutti gli operatori impegnati in diverse attività, come sopralluoghi e distribuzione di materiali, sono rientrati illesi nella nostra base." Intanto, comunque, l'aeroporto nazionale di Kathmandu è stato chiuso. Questa decisione precauzionale ha ovviamente provocato disagi a molti passeggeri che sono rimasti bloccati nella città nepalese.