Un altro incidente mortale è avvenuto questa mattina, alle ore dieci, durante un'escursione intorno al relitto della petroliera Haven, da parte di un gruppo di quattro turisti stranieri. Il bilancio è di due morti e due feriti, dei quali uno in modo grave. Le vittime, di nazionalità olandese, sono Roland Vervoort, di 46 anni e Paul Hendrius, che di anni ne aveva 53. Un terzo compagno, di origine tedesca, si trova ricoverato in codice rosso all'ospedale San Martino di Genova, dove vi è giunto grazie all'intervento dell'elicottero dei vigili del fuoco. Il quarto membro del gruppo, un cittadino olandese, si trova sotto osservazione medica, anche se le sue condizioni di salute non sono gravi e presto potrebbe essere dimesso.

Sul luogo della tragedia, sono intervenute le motovedette della Capitaneria di Porto, insieme al gruppo sommozzatori dei vigili del fuoco. La comitiva di amici, composta di sette persone, delle quali quattro non sono entrate in acqua, era giunta sul luogo a bordo di due gommoni. I tre che si sono immersi, hanno accusato un malore subito dopo l'entrata in acqua, e sono stati immediatamente soccorsi dal personale del 118, che era stato avvisato dai compagni. I paramedici, hanno tentato di rianimare uno dei sub che ancora dava segni di vita, purtroppo senza esito.

Il pm di turno Marcello Maresca, della Procura di Genova, ha aperto un fascicolo d''indagine con l'ipotesi di omicidio colposo, ordinando l'esecuzione dell'autopsia al fine di stabilire le cause dei decessi, che in prima analisi sembrerebbero derivanti da patologie da decompressione.

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Ha inoltre predisposto il sequestro delle bombole di ossigeno, che i sub si erano portati da casa, per accertamenti tecnici.

Le cause dell'affondamento

La superpetroliera, lunga 344 metri, si trova adagiata sul fondale di Arenzano, in provincia di Genova, a circa 80 metri di profondità, dopo essere stata trainata a seguito del devastante incidente che ne causò l'affondamento, avvenuto l'11 aprile del 1991. La causa dell'incidente, fu una grande esplosione, avvenuta durante le operazioni di travaso del carburante da una cisterna all'altra, avvenuto al terminal Petroli di Genova-Multedo; Dall'esplosione, scaturì l'incendio del combustibile trasportato, che si riversò in mare. L'affondamento della nave, causò la morte di 5 componenti dell'equipaggio, e la perdita di diverse migliaia di tonnellate di petrolio.

Da super petroliera a luogo di interesse scientifico

Oggi la petroliera, che è il più grande relitto del mediterraneo visitabile da subacquei, è diventata una delle mete principali per gli amanti delle immersioni, che possono essere effettuate previa autorizzazione.

La Haven, infatti, è sottoposta dalla Capitaneria di Porto di Genova a regime di area protetta; Nella nave, è possibile immergersi solo se in possesso del relativo brevetto e accompagnati da una barca d'appoggio. A causa del lungo periodo d'immersione, oggi lo scafo si presenta ricoperto da una ricca e variegata fauna marina, trasformando la zona circostante in un delicato ecosistema, di grande interesse per la scienza. A causa del suo interesse però, nel corso degli anni il sito è diventato uno dei più ricercati per le immersioni, causando però una lunga serie d'incidenti, dei quali la maggior parte mortali.