I Mujahidin di Kairouan (città santa della Tunisia) hanno diffuso un messaggio audio rivolto al Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Il messaggio contiene il loro giuramento di fedeltà. Il messaggio audio è stato divulgato principalmente attraverso i social network ed è tutt'ora udibile in lingua originale in rete. In attesa di una sua traduzione attendibile, sappiamo che si tratta di una comunicazione di più o meno nove minuti. Il messaggio inizia con un canto di apertura della durata di mezzo minuto.

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Analisi sul senso dei jihadisti a 150 km

Lucia Giannini, su Agc Communication, sottolinea il fatto che tutto ciò succede a solo una settimana dal giuramento di fedeltà all'Isis fatto dal gruppo algerino di al-Mourabitum.

Milizie ad oggi impiegate nei combattimenti in Libia.

Questa associazione tra mujhaideen tunisini e il gruppo algerino di al-Mourabitum starebbe ad indicare il significato della presenza dell'Isis a 150 km dall'Italia, miliziani dell'Isis in procinto di allontanarsi dalla Tunisia, non verso l'italia, bensì per confluire nel conflitto in Libia. L'ipotesi appare sensata se ricordiamo l'invito rivolto dall'Isis il mese scorso proprio ai jihadisti tunisini. L'appello per i jihadisti tunisini, pubblicato con un video dell'Isis della durata di tre minuti, consisteva essenzialmente nell'unirsi alla lotta in Libia.

L'appena istituita missione europea in Libia #EuNavForMed non effettuerà assolutamente azioni sul campo libico anche a causa dei fenomeni descritti sopra. Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, ha spiegato come la presenza di militari sul suolo libico rappresenterebbe un richiamo fortissimo (i crociati) per tutti i jihadisti nel raggio di centinaia di km.

I migliori video del giorno

Gaiani, proporzionando i numeri, specifica che le perdite sarebbero elevatissime e il conflitto potrebbe durare molto tempo.

#EuNavFor Med, una missione su più fronti

La missione europea a guida Italiana Eunavfor Med in Libia sarà una missione esclusivamente navale. Da una parte si cerca di sanare (il più possibile) il problema della tratta umana e delle infiltrazioni terroristiche senza istigare al conflitto i jihadisti di tutto il Medio Oriente (nessuna operazione via terra sul suolo libico), e dall'altra si continua a prestare attenzione al mare, ora anche e soprattutto tra Sicilia e Tunisia.