Stiamo giungendo finalmente ad un periodo di apertura graduale ma significativa da parte della Chiesa nei riguardi di uomini e donne divorziati, risposati e con tendenze sessuali diverse, l'era medievale e del bigottismo che spesso si attribuisce ai cristiani è alla chiesa sta gradualmente trasformandosi. Questa svolta è riassunta nel testo elaborato dai vescovi per preparasi al meglio per il prossimo sinodo che si svolgerà ad ottobre. Instrumentum Laboris è il nome del testo ufficiale che contiene tutte le novità che la Chiesa si propone di applicare per salvaguardare ogni individuo rispettandolo nelle sue scelte e nelle diversità.

Divorziati risposati, coppie omosessuali una maggiore apertura, dunque, verso le famiglie gay, ma senza allargarsi troppo, insomma una vera e propria evoluzione per la Chiesa.

Tematiche volte al cambiamento: queste dunque le tematiche che verranno discusse con la possibilità di consentire ai divorziati e a coloro che hanno compiuto scelte differenti di potersi riavvicinare ai sacramenti dopo un percorso penitenziale guidato da un Vescovo.  Questa è infatti una delle questioni che al momento sta creando posizioni differenti, poiché alcuni sarebbero d'accordo a far riavvicinare i divorziati e i risposati ai sacramenti, mentre altri sono in netto disaccordo. Altra tematica che sarà sviluppata durante il sinodo riguarderà il rapporto della chiesa nei confronti degli omosessuali, un rapporto che fino ad oggi è parso ricco di discordanze e incomprensioni da entrambe le parti ma che sicuramente raggiungerà un punto d'incontro per fare in modo che nelle famiglie ove sono presenti persone omosessuali vi possa essere una guida spirituale che li sostenga.

Per quanto riguarda le unioni tra omosessuali il sinodo permetterà di giungere a conclusioni di apertura fermo restando che si plachino quelle pressioni e quei condizionamenti che da tempo vengono messe in atto da organizzazioni internazionali. Infine altra tematica che certamente potrebbe portare interessanti novità è l'ammissione delle famiglie e delle donne nei seminari, questa novità permetterà di includere nel percorso della formazione sacerdotale la possibilità di poter discernere la vocazione sacerdotale da quella matrimonale studiandole entrambe e comprendendone le differenze.

Non è facile cambiare la mentalità, quella che oggi da molti atei viene definita bigotta e medievale, ma la Chiesa un passo avanti lo sta facendo: speriamo che giunga apertura e rispetto anche da parte di coloro che si ritengono mentalmente aperti soltanto perchè nutrono astio e rancore nei confronti dell'ambito clericale.