La Chiesa interviene nel dibattito sull'introduzione della teoria gender nelle scuole italiane, facendolo con l'intervento ufficiale di scomunica di Papa Francesco. Il sommo Pontefice rivolge alle famiglie un invito a reagire alla colonizzazione ideologica che la buona Scuola vorrebbe proporre con l'introduzione dell'insegnamento della teoria dei gender. Ai genitori dei bambini manda a dire che soltanto le differenze tra uomo e donna possono far crescere sani i loro figli. La Chiesa scomunica di fatto la nuova legge scolastica che nelle more nasconde l'insidia gender. Il Papa raccomanda ai genitori di rifiutare un simile insegnamento che va contro la dottrina cristiana.

Radio Vaticana, nell'annunciare la manifestazione di sabato a Piazza San Giovanni, lo ricorda in un articolo nel suo sito.

Segnalazioni di protesta

Sono giunte numerose segnalazioni di lezioni svoltesi sulla teoria gender senza preavvisare le famiglie. Ragazzi colti da malore e famiglie sconcertate hanno protestato con le scuole che hanno promosso questa iniziativa, ma in risposta alcuni sono stati anche insultati e paragonati a preti. Questo il succo del discorso di Giusy D'Amico che è la responsabile di una delle tante associazioni in difesa delle famiglie e del diritto allo studio: l'associazione "Nonsitoccalafamiglia". Se passa la "buona scuola", la teoria gender diventerà una normale disciplina. Le famiglie italiane sosterranno i costi di questa riforma anche dal punto di vista psicologico dei figli.

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La denuncia di una mamma

E' in atto una metamorfosi nella scuola pubblica per cui chi non dispone di soldi a sufficienza si vedrà costretto ad accettare ogni forma di abuso. La denuncia arriva da una mamma che ha visto fare propaganda gender in un asilo nido dove ha iscritto il proprio bambino. Il fatto è successo nell'asilo nido Cecchina dove la mamma in questione ha scoperto alcuni libricini illustrati che promuovevano questa disciplina. Per Radio Vaticana la denuncia è stata raccolta da Paolo Ondarza. La donna è stata accusata di essere omofoba e di vedute ristrette, praticamente una suora. La reazione della giovane mamma è stata quella di avvisare tutte le altre famiglie che ora scendono in piazza per difendere i propri figli dall'aggressione che si tenta di fare con questa buona scuola alla dignità e al diritto allo studio.