Al di là dell'emergenza, dell'effetto catastrofico che le immagini delle immigrazioni forniscono ai cittadini, agli utenti dei telegiornali, al di là anche della sensazione di assedio in cui siamo portati ad essere rinchiusi, ci sono molti elementi che raccontano forse meglio il fenomeno dell'immigrazione di cui siamo invece meno consapevoli. Parliamo di elementi sul versante criminale, cioè capire chi veramente si avvantaggia dal grande flusso di migranti che dal Nord Africa e dal Medioriente sulle nostre coste, chi sono i burattinai che portano attraverso il mare molti a morire e poi molti ad arrivare da noi.

Il muro anti immigrati in Ungheria, le frontiere chiuse a Ventimiglia, l'affermazione dei partiti xenofobi in molti Paesi europei, cosa sta succedendo? È possibile ancora pensare di vivere con frontiere invalicabili oppure dobbiamo abituarci all'idea che non esistono più confini? Secondo i dati diffusi in questi giorni le richieste di asilo all'Unione Europea nel primo trimestre del 2015 sono state 185.000, con una impennata dell'86% rispetto all'anno prima.

Oggi un essere umano ogni 122 è una persona che è dovuta fuggire dalla sua terra, ma a preoccupare maggiormente è il traffico illegale di esseri umani, un business spietato, che frutta ai trafficanti miliardi di dollari l'anno, un racket che è secondo solo a quello della droga. Un giro nel quale gli scafisti sono solo i pesci piccoli, dietro ci sono gli autentici pescecane che nuotano in acque ancora inesplorate.

In Italia sono stati arrestati oltre 1000 scafisti in questi anni, di cui peraltro solo il 10% è finito in carcere, ma ancora nessun burattinaio è stato preso all'amo. Come è comparso sull'ultimo numero di Newsweek, il genio del male che si nasconde dietro la crisi dei migranti, cioè colui che tira le fila sull'immigrazioni ha un nome: Ermias Ghermay, sarebbe lui l'uomo più pericoloso, meglio organizzato e meglio introdotto nel traffico di esseri umani, ovviamente ci sono anche altri soggetti di spicco, ma fermare Ermias Ghermay sarebbe il punto di svolta per bloccare gli arrivi.

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