In queste ultime ore la Capitale è stata travolta da un terremoto giudiziale partito alle prime ore dell'alba con il blitz dei Ros su ordine della dda di Roma che ha portato a 19 persone in manette e 25 agli arresti domiciliari, tra gli indagati gli esponenti politici e funzionari dell'amministrazione pubblica sia di sinistra che di destra, collegati a Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, in carcere è finito anche Luca Gramazio il consigliere di FI, e ai domiciliari Giordano Tredicine.

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Roma e il Mondo di mezzo: in manette Gramazio ai Domiciliari Tredicine

Mentre sale la tensione nella classe politica italiana dopo i risultati del post elezioni che ha visto il crollo delle preferenze di voto degli italiani del Pd e di FI, una nuova bufera si abbatte su Montecitorio, secondo l'ordinanza del gip, Flavia Costantini, il consigliere regionale di FI, Luca Gramazio svolge un collegamento tra l'organizzazione del "Mondo di mezzo" con quello " di sopra" della politica e delle Istituzioni.

L'inchiesta a tre giorni dal giudizio immediato del membro legato alla banda della Magliana con l'operazione coordinata dei Ros in tre Regioni Lazio, Sicilia e Abruzzo, ha portato in carcere 44 persone e 22 agli arresti domiciliari, con l'accusa di corruzione aggravata per aver favorito l'organizzazione mafiosa capeggiata da Massimo Carminati, finisce in manette anche Mirko Coratti del Pd, e Daniele Ozzimo del Pd, mentre è agli arresti domiciliari Giordano Tredicine, di FI.

Dal quadro emergono intrecci trasversali di corruzione e associazione a delinquere mafiosa appoggiata dai funzionari della Regione Lazio e del Comune di Roma e dagli esponenti politici di Roma sia di sinistra sia di destra, inoltre negli atti del gip si evince che Gramazio era il coordinatore e che Giordano Tredicine e Michele Prestipino, Luca Tescaroli, Mirko Coratti, e Paolo Ielo prendevano uno stipendio fisso mensile in cambio di appalti e gare pubbliche.

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Immediate le polemiche degli esponenti politici di Noi con Salvini, FdI e M5S che hanno chiesto le dimissioni del sindaco di Roma, Marino, il quale ha dichiarato di non voler andare via, tuttavia secondo Il Fatto Quotidinao nel cuore dell'inchiesta di Mafia Capitale c'è il business degli immigrati, gestiti con il sistema Odevaine" che garantiva "consistenti finanziamenti pubblici" ai centri di accoglienza coordinati a loro volta dai "cartelli d'impresa".