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Un ennesimo caso di malaria ha allertato il personale medico e le forze dell'ordine alla Stazione Centrale di Milano, dove da settimane risiedono centinaia di immigrati, tra cui una grande parte di rifugiati provenienti dalla Siria e dall'Eritrea, il primo paese martoriato dalla guerra civile e il secondo sotto una dittatura.

A quanto parte questo è il terzo caso in poche ore. Appena un giorno fa infatti un altro immigrato di origine eritrea si era sentito male proprio davanti al piazzale della stazione, destando subito l'interesse del presidio mobile. In settimana, ed anche continuamente negli ultimi giorni, sono stati moltissimi inoltre i casi di scabbia accertati dal personale medico, oltre ai due casi di malaria di cui già si è parlato.

La situazione attuale

Queste persone, tutte provenienti dai centri di prima accoglienza in Sicilia, e quindi direttamente sbarcati in Italia attraverso i continui arrivi sulle nostre cose che da mesi hanno portato centinaia e centinaia di migliaia di migranti a intraprendere il viaggio della fortuna. Attualmente alcuni occupano gli spazi interni della stazione, mentre altri dormono nel piazzale antistante o negli spazi di piazza Duca D'Aosta, dal momento che tutti gli altri centri di accoglienza della città sono pieni, e non c'è più spazio.

In giornata inoltre sono attesi altri centocinquanta migranti, che arriveranno anche loro direttamente dai campi siciliani, e saranno molto probabilmente alloggiati e smistati fino a mercoledì prossimo all'interno di due stand commerciali della stazione, composti da due cubi in plexiglass, che saranno adottati come prima soluzione di necessità.

In mattinata c'era stato un precedente caso, quando un giovane si era sentito male ed aveva detto ai medici del personale sanitario di avere sofferto già in passato la malaria. Di conseguenza il giovane è stato trasferito immediatamente all'ospedale Sacco, dove sono ancora in corso ulteriori accertamenti, anche se a Milano la situazione si fa sempre più esplosiva. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, intanto ha attaccato la Regione: 'Sono mancati silenzio e presenza'