Celso Santebañes il Ken umano brasiliano: così era conosciuto nella patria di origine questo giovane. Nonostante avesse appena 20 anni infatti era già ricorso più volte alla chirurgia estetica per assomigliare sempre più al suo idolo, il bambolotto Ken innamorato di Barbie. Purtroppo però tutto questo ha avuto un costo alto per la sua salute: Celso Santebanes, human Ken doll, è morto per complicazioni mentre si stava curando per un grave forma di leucemia. A questo punto speriamo che i genitori della Barbie umana Angelica Kenova si ravvedano, in modo che non tocchi la stessa sorte anche alla loro figlia.


Chi è il Ken umano brasiliano Celso Santebanes?

Voleva assomigliare al celebre fidanzato della bambola più famosa al mondo Celso: la fissazione era esplosa a 16 anni quando si era sottoposto alla prima operazione di chirurgia estetica finanziato dai genitori che negli ultimi anni, sostendolo, sono arrivati a pagare l'equivalente di circa 40 mila euro per consentirgli di effettuare queste modifiche al suo fisico. Dopo aver lasciato la città natale Araxà a 16 anni per raggiungere San Paolo del Brasile, il Ken humano brasileiro inseguiva il sogno di diventare famoso: per questo motivo si era sottoposto a operazioni per rifare naso, mento, mascella e per innestare protesi al silicone nel petto.


Perché è morto Celso, il Ken umano ?

A gennaio del 2015 Celso Santebanes scopre di avere una leucemia di quelle peggiori, e la scoperta viene effettuata in seguito alle cure che miravano a guarire una infezione causata dall'iniezione di idrogel, quel tipo particolare di silicone che era già salito agli onori della cronaca pochi mesi fa quando Andressa Urach - la modella e presentatrice brasiliana ex miss Bum Bum 2012 - era stata ricoverata d'urgenza per una setticemia causata dall'essersi iniettata proprio questa sostanza. Il Ken umano Celso Santebanes era quindi in cura per la malattia che lo aveva colpito quando le condizioni di salute sono precipitate a causa di una polmonite batterica che non è riuscito a sconfiggere viste le difese immunitarie indebolite dalle cure chemioterapiche.