Per la morte di Laura e Carmelo Mulone, i fratellini di 7 e 10 anni, scomparsi lo scorso 27 settembre ad Aragona, in provincia di Agrigento, la Procura nissena ha iscritto oggi 3 persone nel registro degli indagati. Si tratta di Domenico Fontana, direttore della Riserva di Macalube, e di due dipendenti, Daniele Gucciardo e Francesco Gendusa, su cui pende l'accusa di cooperazione in omicidio colposo plurimo.

I fatti

Il 27 settembre scorso i due fratellini si trovavano nella Riserva naturale Macalube di Aragona insieme al padre per festeggiare il compleanno del piccolo Carmelo. Dalle ricostruzioni, riportate su ansa.it, sembra che la terra improvissamente abbia cominciato a tremare -la riserva si caratterizza proprio per l'attività eruttiva e per i suoi vulcanelli nell'area di maggior interesse, la "collina dei vulcanelli"- provocando un'esplosione ed una conseguente colonna di fango alta 40 metri si è abbattuta sui due bambini.

Mentre il padre fu recuperato dalla Protezione Civile, per Lucia e Carmelo non ci fu nulla da fare e solo nella serata di quel tragico giorno fu possibile recuperate il corpo del bambino, rimasto sepolto dal fango. L'evento fu in quell'occasione addirittura registrato da una vicina stazione sismica, sita nel comune di Favara, appartenente alla Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

La Riserva Naturale di Macalube

La Riserva Macalube, il cui nome deriva dall'arabo e significa letteralmente "ribaltamento", venne istituita nel 1995 dalla Regione Sicilia e fu affidata in gestione a Legambiente Sicilia (Fontana, uno degli indagati, è anche Presidente di Legambiente Sicilia ndr) al fine di tutelare e valorizzare il sito e i suoi "Vulcanelli di fango freddi", ma anche la flora e la fauna del luogo, che rendendono Macalube un sito di importanza comunitaria.

Oggi, a quasi un anno da quel tragico giorno, la Procura ha individuato una responsabilità proprio in Domenico Fontana e nei suoi dipendenti, accusati di "non aver messo in sicurezza l'area".

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