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Nell'ambito di un'inchiesta della guardia di finanza, più di quaranta tra dirigenti e funzionari di Rai, Mediaset, la7 e Infront sono sotto indagine nella capitale a causa di un'indagine sull'aggiudicazione di appalti in cambio di corrispettivi economici, o di assunzioni di propri familiari e conoscenti. Dalle prime luci dell'alba, sono state effettuate più di 60 perquisizioni nelle maggiori sedi Rai su tutto il territorio nazionale, negli uffici centrali de La7 a Roma, e nelle sedi Mediaset, il cui presidente Berlusconi fu travolto dallo scandalo Ruby. Essendo pubblici ufficiali, tutti i dirigenti e i funzionari Rai sono stati indagati per corruzione, mentre per quanto riguarda i responsabili coinvolti delle aziende private Mediaset, La7 e Infront, sono accusati di appropriazione indebita.

L'indagine è stata affidata al corpo di polizia tributaria della guardia di Finanza della città di Roma, dal titolare dell'inchiesta, il pubblico ministero Paolo Leo.

Il sistema delle bustarelle

Le indagini prendono spunto dall'attività di un impresario nel mondo dei servizi di supporto alle produzioni Tv, David Biancifiori, che attraverso le due aziende "D and D lighting and truck" e "Bi. Technology", distribuiva bustarelle con tangenti a diversi funzionari delle reti televisive pubbliche e private, allo scopo di accaparrarsi ingenti appalti per la fornitura di gruppi elettrogeni, d'impianti scenografici e di regie mobili. I soldi delle tangenti erano giustificati mediante il sistema tutto italiano delle sovrafatturazioni, e i reati contestati sono relativi al periodo temporale 2009-2013.

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I personaggi indagati

Tra gli indagati, vi sono anche due dirigenti della presidenza del Consiglio dei ministri ai tempi in cui era premier Silvio Berlusconi, accusati di corruzione: Roberto Gasparotti, ex responsabile dell'immagine televisiva di Berlusconi, e Giovanni Mastropietro, che dell'ex cavaliere era il direttore della fotografia. L'imprenditore Biancifiori nel 2088 si aggiudicò un appalto per 8 milioni di euro, e gli inquirenti sospettano che anche in quell'occasione possa aver pagato tangenti. Al fine di poterlo verificare i finanzieri hanno preso possesso di molti documenti presso il Dipartimento risorse strumentali della presidenza del Consiglio. L'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una recente dichiarazione, ha affermato l'intenzione di abbandonare la politica attiva.

Le reazioni de La7 e Rai

Attraverso una nota, la Rai ha garantito la più totale collaborazione con la magistratura in riferimento alle indagini, specificando che il settore interessato è già stato sottoposto a verifiche interne, che hanno portato all'adozione di misure disciplinari e di riorganizzazione.

Anche i responsabili de La7 si sono resi disponibili con la guardia di finanza per consegnare tutta la documentazione richiesta, dichiarando di riservarsi il diritto di avviare azioni legali atte a richiedere il risarcimento di eventuali danni accertati.

Il ruolo della televisione pubblica nelle indagini

Le indagini dei finanzieri sarebbero partite in seguito ad un esposto presentato dalla Rai alle autorità competenti. Questo, dopo aver riscontrato alcune incongruenze nella concessione degli appalti, in particolar modo in seguito all'adozione della "Spending Review" per il contenimento dei costi, che ha comportato una revisione delle procedure di concessione degli appalti. In contemporanea alla segnalazione alle autorità competenti delle irregolarità riscontrate, la Rai ha avviato un percorso disciplinare interno, atto a sanzionare eventuali comportamenti illegali.