La morte violenta della giovanissima Yara Gambirasio è una delle pagine di Cronaca Nera degli ultimi anni più dolorose. La ragazzina aveva un'età, tredici anni, in cui non si può morire, non è giusto, a meno che un drammatico incidente di percorso vada a modificare il corso naturale degli eventi.



Secondo i magistrati tale "incidente di percorso" si chiama Massimo Bossetti, muratore di Mapello che secondo alcune tesi già conosceva Yara, mentre secondo altre ricostruzioni sarebbe entrato prepotentemente nella sua vita il giorno in cui la ragazzina sparì dopo essere uscita dalla palestra in cui era solita allenarsi.

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Yara praticava con impegno la ginnastica.

Il rebus del dna

Nel processo molto si giocherà sulla prova del dna. Se l'accusa riuscirà a dimostrare che le tracce biologiche rinvenute sul corpo di Yara sono riconducibili a Massimo Giuseppe Bossetti per lui la situazione si complicherà non poco, se invece a prevalere sarà il dubbio bisognerà prendere atto dell'assenza di una prova regina.

Nelle ultime settimane Bossetti ostenta sicurezza. Sembra avere preso coscienza che i suoi legali hanno frecce importanti al loro arco e credono di poter provare nel processo la sua estraneità ai fatti.



E' vero che c'è una testimone che sostiene di aver notato Yara sul furgone dell'uomo qualche mese prima, ma anche questo non è una prova perché non è dimostrabile che si trattasse davvero di loro due: potevano anche essere, almeno in linea teorica, due soggetti somiglianti.



Bossetti ha in questi giorni spiegato di avere molta fiducia nell'operato dei giudici. Vedremo se alla fine avrà avuto ragione. L'avvocato di Massimo Bossetti si chiama Claudio Salvagni.

Resta il mistero delle lettere anonime

Bossetti vuole la presenza dei media al processo e anche le foto scattate in piscina alla moglie Marita Comi nei giorni scorsi, pubblicate da un noto periodico, sono un segnale di apertura mirato a mostrare questa coppia nella sua apparente normalità, nella banalità del quotidiano, come a ricordare la vita di padre e marito dell'uomo.

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Nelle prossime settimane ne sapremo di più, durante un processo che a questo punto potrebbe avere dei colpi di scena importanti, specie dopo l'invio di due lettere anonime che indicano in un misterioso muratore polacco il vero responsabile.