Un futuro in cui l’essere umano, oltre a dipendere sempre più dalla tecnologia, potrebbe ritrovarsi indirettamente ‘ostaggio’ dell’Intelligenza Artificiale, non  solo per l'esplorazione spaziale o la ricerca di forme di vita extraterrestre, ma anche per ciò che concerne i conflitti e gli armamenti. E’ di questi giorni il grido di allarme di scienziati, astronomi, ricercatori e informatici sulla deriva intrapresa dalle istituzioni ed i governi. Nomi celebri nei rispettivi campi professionali hanno aderito ad un'appello congiunto: Steve Wozniak, Stepehen Hawking, Demis Hassabis e Elon Musk sono solo alcuni degli oltre mille firmatari di una lettera aperta.

L’occasione per affrontare lo spinoso argomento è stato un vertice tematico, l’International Joint Conference on Artificial Intelligence, in svolgimento in Argentina a Buenos Aires. A preoccupare studiosi, imprenditori, ricercatori e scienziati, è il possibile sviluppo di una nuova generazione di armamenti. D'altronde, basta osservare il flusso di finanziamenti ed investimenti nel settore militare per la creazione di robot, droni e sistema d’armi tendenzialmente ‘autonomi’. La proposta avanzata si racchiude nella richiesta di una sorta di moratoria internazionale.

Robot ed eserciti ‘automatizzati’: le incognite del futuro

Il rischio, paradossalmente, è quello di creare entro una manciata di anni arsenali potenzialmente più pericolosi di quelli atomici. Mentre per i missili nucleari vi è una componente umana decisionale in cui incide anche un fattore emotivo e, quindi, maggiormente elastico, gli armamenti del futuro potrebbero finire per essere regolati da algoritmi.

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L’essere umano, pur con i suoi limiti, potrebbe perdere il suo potere decisionale di fronte ad un'ipotetica situazione di tensione geopolitica. Sembra la trama di un film di fantascienza, eppure lo scenario ipotizzato a Buenos Aires non viene assolutamente sottovalutato ed è valutato come plausibile.

Intelligenza Artificiale nello spazio ed il contatto con gli alieni

Anche l’astronomia sembra diretta verso quella direzione, seppur con scopi oggettivamente pacifici. Poche settimane or sono, il celebre astronomo britannico Martin Rees ha ipotizzato i futuri scenari dell’esplorazione spaziale. Secondo l’astronomo reale infatti, con il passare degli anni il genere umano dovrà prendere atto dei suoi limiti biologici.

A quel punto, con il costante sviluppo della tecnologia robotica, delegherà all'Intelligenza Artificiale l’esplorazione di galassie e nuovi pianeti. Un'eventuale contatto con una civiltà extraterrestre evoluta, in un lontano futuro, potrebbe avvenire, quindi, ad opera di un robot e non di un essere umano.