Era poco dopo la mezzanotte del 20 luglio 2012 quando ad Aurora, Denver, Colorado, si consumò una strage.

Qui puoi guardare il mio video che racconta la terribile vicenda.

 

James Holmes,  l'uomo mascherato e con i capelli tinti di arancione, aprì il fuoco contro gli spettatori del film  “Il cavaliere oscuro – il ritorno”.

E arriva oggi, 8 agosto, dall'Ansa che James Holmes non sarà ucciso per quel crimine.

Ergastolo a vita

In America, a differenza del nostro paese, la pena può definirsi certa. Questo vuol dire che se James Holmes è stato condannato all'ergastolo, sarà praticamente impossibile che esca tra pochi anni. Quasi certamente trascorrerà il resto della propria vita in carcere.

Non potrà mai uscire sulla parola e non potrà godere di alcun beneficio. Così ha deciso la giuria, 9 donne e 3 uomini, che hanno stabilito la pena più adeguata per l'autore di quel massacro. Holmes è stato riconosciuto colpevole di oltre 160 capi d'accusa. Proprio l'accusa aveva chiesto che Holmes fosse giustiziato, poiché in Colorado, luogo in cui è avvenuta la strage e luogo in cui si trova detenuto l'omicida, vige la pena di morte. 

Sano di mente ma non sarà ucciso

La giuria ha sentito il parere degli esperti consulenti della difesa, che avrebbero stabilito come Holmes al momento del fatto fosse affetto da una profonda forma di schizofrenia e che pertanto non fosse cosciente di ciò che stava facendo. Insomma non lo avrebbe fatto per farsi pubblicità o per odio. La giuria invece ha respinto la tesi dell'infermità mentale, considerandolo perfettamente in grado di intendere e volere, vista anche la meticolosità con cui la strage fu organizzata.

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Non è stato questo però a fargli evitare l'iniezione letale. Per condannare a morte l'assassino si doveva raggiungere l'unanimità dei voti, cosa che non è accaduta. Per decidere la giuria ha impiegato meno di un giorno, poiché la vicenda fece davvero molto scalpore nel 2012. Dunque ergastolo. Un bruttissimo capitolo nella recente Cronaca Nera americana, che ancora oggi solleva molte polemiche sull'accesso troppo facile alle armi.

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