Il caso del funerale Casamonica sta scatenando un putiferio fatto di accuse e feroci polemiche. Tutti stanno tentando di tirarsi fuori dalle responsabilità di quello che è stato un vero e proprio spettacolo e, aggiungiamo noi, celebrazione del cattivo gusto, con lo scopo di santificare un soggetto che, capo di un'organizzazione criminale, tutto poteva essere, tranne che un benefattore della nostra società.

La basilica di Don Bosco

Ma c'è un dettaglio che sicuramente è sfuggito ai più: trattasi del fatto che la chiesa che ha celebrato in pompa magna le esequie di Vittorio Casamonica, è la basilica di Don Bosco, la stessa che non volle tenere il funerale di Piergiorgio Welby, riportando come motivazione espressa dal Vicariato che il soggetto, in vita, aveva condotto un comportamento e composto scritti che erano in conflitto con la dottrina cattolica.

Per la chiesa, Piergiorgio Welby era colpevole di essersi battuto per la concessione del diritto alla scelta dell'eutanasia e per la rinuncia alle cure mediche che sfociavano nell'accanimento terapeutico.

Col rifiuto da parte della curia di celebrare in chiesa il funerale, le esequie di Piergiorgio Welby si svolsero nella piazza antistante l'edificio religioso, con le porte rigorosamente chiuse. La piazza si riempì di tantissime persone che, accorse per salutare per l'ultima volta Welby, non poterono pregare nella basilica. Sorprendentemente, dopo circa 9 anni, ci è toccato vedere le immagini relative all'accoglienza nella chiesa di Don Bosco della salma di Vittorio Casamonica. E non solo c'era la carrozza con dodici cavalli, l'accompagnamento musicale con le note del tema cinematografico de "Il Padrino" e il lancio di petali di fiori piovuti dal cielo grazie al passaggio di un elicottero, ma c'era anche un vistoso cartello affisso sulla facciata della chiesa, che ricordava il defunto chiamandolo "Re di Roma".

Il parroco don Giancarlo Manieri

Sul banco degli accusati è finito il parroco don Giancarlo Manieri, definito da alcuni il Don Abbondio di tutta la vicenda.

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Ma il sacerdote si difende sostenendo che lui non è né un poliziotto, né un magistrato. Il suo ruolo di prete, afferma don Manieri, gli impone di confessare chi glielo chiede e di non fare domande a chi si avvicina all'eucarestia. Alla stessa maniera non è obbligato a compiere indagini sul passato del defunto che entra in chiesa per il funerale. A chi ha sostenuto che la chiesa di Don Bosco avrebbe incassato dai Casamonica la somma di € 5.000 per celebrare le esequie del loro capofamiglia, il parroco ribatte che l'offerta è stata di soli € 50. Alle osservazioni sul confronto col funerale negato a Piergiorgio Welby, il prelato si difende sostenendo che quella decisione fu presa dal Vicario del Papa, in quanto il defunto aveva cessato di essere cattolico. In ogni caso, i salesiani pregarono, comunque, per Welby, perché non è proibito pregare per un morto.