Secondo un testimone, la sera in cui Marco Vannini (20 anni) è stato ucciso in casa della famiglia Ciontoli, oltre ad Antonio (48, suocero di Marco), la moglie di quest'ultimo Maria Pezzillo, la figlia Martina, il figlio Federico e la fidanzata di questi Viola, ci sarebbe stata la presenza di altre 2 figure ancora non identificate. Se tale testimonianza si rivelasse veritiera, chi erano queste 2 persone? E perchè non hanno soccorso Marco? Il giovane lavorava come bagnino, ma il suo sogno era quello di entrare nell'Arma dei Carabinieri. Marco amava molto la sua Martina ed i Ciontoli (all'apparenza) lo avevano accolto in casa come un figlio, si fidava di loro.

Il ragazzo è morto lo scorso Maggio a Ladispoli, nella villa della sua ragazza, a causa di un colpo di pistola, che gli ha sfiorato il cuore. Probabilmente, se fossero stati chiamati in tempo i soccorsi, il povero Marco sarebbe ancora fra noi. Del delitto è stato accusato lo stesso Antonio Ciontoli, che si è difeso dichiarando di aver sparato per errore. 

Ombre inquietanti sul caso Vannini

Ricordiamo che dopo il ferimento, da casa Ciontoli è giunta una chiamata al 118 per un'ambulanza, poi disdetta, dopo circa un'ora ne è stata richiesta un'altra, ma era troppo tardi: Marco era già agonizzante ed in fin di vita. Nonostante siano passati più di 3 mesi dall'inizio delle indagini, ancora non si è del tutto certi su chi sia stato a sparare. Ma perchè si è arrivati a tutto questo? Dobbiamo "fidarci" a questo punto, delle dichiarazioni di Antonio Ciontoli per esaminare la situazione.

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L'uomo ha affermato che quella sera, suo genero si stava lavando in bagno, Antonio era entrato per prendere alcune pistole che aveva dimenticato lì ed il ragazzo lo aveva pregato di mostrargliele. A questo punto, vi è una scena improbabile, che anche gli inquirenti faticano a credere: una delle pistole sarebbe scivolata dalla mano dell'uomo nella vasca in cui si trovava il giovane, il suocero (di professione militare) avrebbe preso appena in tempo l'arma da fuoco, da cui sarebbe partito erroneamente un colpo ferendo Marco. Strano però, che un sottufficiale con esperienza come Antonio Ciontoli, si fosse dimenticato di mettere la sicura alla pistola, prima di lasciarla incustodita. 

Le parole del legale

Celestino Gnazi, avvocato della famiglia Vannini, ha dichiarato: "Lo avevamo capito fin dall'inizio che qualcosa non tornava". Il dottor Gnazi non ha tutti i torti, del resto Marco Vannini è morto in maniera assurda, surreale, diciamo pure improbabile. Le dichiarazioni del futuro suocero sanno tanto di "arrampicata sugli specchi", come mai inoltre, sono state trovate tracce di sangue un pò in tutta la casa tranne che in bagno, dove Marco sarebbe stato ferito? Ancora, la pistola ed il bossolo con cui sarebbe stato ferito il ragazzo, sono stati trovati sotto il letto di Federico Ciontoli, cognato di Marco.

La tragedia si è consumata precisamente alle 23:00 del 17 Maggio scorso. 

Marco ed i Ciontoli avevano litigato?

All'apparenza, quello tra Marco e Martina, sembrava un rapporto idilliaco, ma, stando alle dichiarazioni di alcuni parenti del ragazzo, la realtà non era proprio così. La ragazza del Vannini era molto severa e dispotica nei confronti del fidanzato, gli stessi Ciontoli non avrebbero apprezzato il fatto che il giovane avesse scelto di lavorare come bagnino per tutta l'estate. Pochi giorni prima della morte, Marco avrebbe avuto degli alterchi anche con il suocero. Ciò potrebbe essere la chiave di tutto?