Tra due giorni l’ex Blade Runner avrebbe dovuto andare ai domiciliari per il delitto commesso – lui dice per errore, avendo scambiato Reeva per un ladro – nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2013.

Michael Masutha, il ministro della Giustizia sudafricano, citato dal giornale locale  eNCA, ha spiegato che la decisione di scarcerare per buona condotta Oscar Pistorius, 28 anni, era stata “prematura” e non aveva avuto “alcuna base legale”, perciò è stata rigettata.

L’ex campione diventato un modello positivo perché vinceva pur correndo su gambe artificiali al titanio a causa di una grave malformazione che aveva portato a dovergli amputare gli arti quando lui aveva 11 mesi, si trova da 10 detenuto nel reparto ospedaliero del carcere di Pretoria, dopo che il tribunale gli ha inflitto una condanna a cinque anni di reclusione per omicidio colposo nei confronti di Reeva – suscitando numerose polemiche per la brevità della pena –.

Pistorius potrà essere rilasciato soltanto se lo deciderà la commissione incaricata di studiare il suo caso. Intanto a novembre si terrà il processo d’appello chiesto dall’accusa per prolungare la durata della condanna.

Il precedente e l’omicidio

L’atleta si era già trovato nei guai con l’accusa, poi rivelatasi infondata, di aver aggredito una ragazza. Per questo era stato arrestato il 13 settembre 2008 ed era rimasto in cella per una notte. La giovane, ubriaca, aveva preso a calci la porta di casa di Pistorius, ferendosi una gamba e falsamente aveva accusato lui di averla aggredita. In seguito la polizia si è scusata per l’errore.

Poi quella maledetta notte tra il 13 febbraio e San Valentino del 2014, è avvenuto l’omicidio di Reeva Steenkamp, a seguito del quale il giovane è stato arrestato.

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Non sarebbe stata la prima volta che il campione paraolimpico e la modella avevano avuto una violentata lite a causa della gelosia di lui – se è vera la tesi di omicidio volontario avanzata dall’accusa -. Otto giorni dopo, ad Oscar Pistorius è stata concessa la libertà su cauzione, in attesa del processo a suo carico che è iniziato il 3 marzo. La mattina del 12 settembre è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo ed il 21 ottobre condannato a cinque anni e a tre (sospesi con la condizionale) perché deteneva armi da fuoco.