La parola è di per se divisiva: amnistia, basta pronunciarla e l'opinione pubblica e ancor più quella politica si spaccano, a prescindere da chi l'abbia proposta o solo ventilata. Questa volta a lanciarla sul tavolo del dibattito è stato Papa Francesco, nulla di strano sia chiaro visto che anche Papa Giovanni Paolo II per il Giubileo del duemila aveva fatto altrettanto per altro senza successo. In realtà Bergoglio vi ha fatto cenno in una lettera indirizzata a Monsignor Fisichella, nella quale ricordava come il Giubileo da sempre costituisca l'opportunità di una grande amnistia.

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Le diverse posizioni politiche

Apriti cielo ed il confronto è subito montato, tanto che Padre Lombardi, portavoce del Vaticano, si è affrettato a precisare che si trattava di una comunicazione interna alla Chiesa e non indirizzata alle autorità italiane.

Un provvidenziale ridimensionamento dell'atto che però non ha ammansito il botta e risposta tra integralisti, favorevoli e possibilisti, spesso politicamente trasversali. Ad erigere il muro del NO del Governo Renzi, il Ministro dell'Interno Alfano, così come la Lega di Matteo Salvini, che anche se con toni diversi insistono per porre l'attenzione sulle vittime piuttosto che sui condannati, ribadendo che la pena va scontata fino all'ultimo giorno. Tra le proposte dei possibilisti invece c'è quella del Procuratore Generale del Piemonte Maddalena, che invita a prendere in considerazione la grazia piuttosto che l'amnistia, come provvedimento mirato che guarda al singolo e al suo eventuale pentimento e non premia tutti indiscriminatamente. A tendere una mano a chi è dietro le sbarre invece è storicamente Pannella, che ricorda come le parole del Pontefice, diano seguito alla richiesta formale già formulata dall'ex Presidente Napolitano che a sua volta dava seguito alla condanna dell'Europa per il sovraffollamento del sistema carcerario italiano.

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Capienza oltrepassata

Il problema in effetti esiste! L'ultima rilevazione del 31 luglio scorso indica in 52.144 le presenze, a fronte di una capienza regolamentare di 49.655 posti, ecco allora che gli interrogativi si sommano sul tavolo! E' lecito utilizzare l'amnistia come svuota carceri, dinanzi all'immobilismo politico sul sovraffollamento? Ha un senso ricorrere alla clemenza o sarebbe più opportuno procedere ad una complessiva riforma della giustizia?