Una vicenda che sembra delegittimare l'incredibile accoglienza della Germania nei confronti dei profughi: la protagonista di questa storia ha 51 anni e si chiama Bettina Halbey, professione infermiera, che tra l'altro in passato ha aiutato i richiedenti asilo politico dal punto di vista medico e sanitario. Ironia della sorte, la donna dopo 16 anni dovrà lasciare la propria abitazione popolare per far posto ai rifugiati politici, una notizia che naturalmente l'ha sconvolta. L'infermiera vive da sola nella piccola città di Nieheim, ai primi di settembre riceve una lettera dal Comune, proprietario dell'alloggio della signora, che le comunica che presto l'edificio in cui vive diventerà un centro di accoglienza per immigrati.

La missiva è stata "come un calcio nei denti" ha riferito la donna, che si è sentita umiliata del trattamento ricevuto; la Halbey avrà tempo fino al maggio 2016 per trovare una nuova sistemazione insieme al suo gatto e al suo cane.

Si incassa di più coi rifugiati

Tutto questo è accaduto perché l'edificio di tre piani, dove la donna ha affittato un appartamento, verrà trasformato in una casa accoglienza per aiutare concretamente i migranti che giungono in Germania. Il sindaco di Nieheim, Rainer Vidal, cittadina di poco più di 6.000 abitanti, ha difeso la sua scelta di buttare fuori casa l'infermiera, sostenendo che la sua decisione è quella migliore per le casse comunali. Infatti, per ogni rifugiato ospite della futura casa accoglienza, il Comune di Nieheim incasserà molto di più dall'Unione Europea rispetto all'affitto pagato regolarmente dalla Halbey.

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Inoltre, sempre secondo il primo cittadino, il Comune non poteva certo permettersi la spesa di costruire nuovi alloggi per i rifugiati.

La Halbey cerca di difendersi

Oltre la metà della popolazione in Germania vive in affitto e la Nazione teutonica ha leggi per difendere i diritti degli inquilini. Normalmente una situazione come quella successa alla Halbey, è riscontrabile quando il proprietario dell'immobile è un privato, ma non un ente pubblico come il Comune; la donna quindi ha intenzione di procedere per vie legali. La Halbey sta facendo di tutto per rendere pubblica la sua vicenda, ha infatti pubblicato la sua storia su Facebook: la reazione sul popolare social network è stata immediata ed in poco tempo 200.000 utenti unici hanno condiviso la sua storia che così è stata subito ripresa dai media nazionali tedeschi.