Cinquanta anni e non sentirli. D’altronde come si può provare il peso del proprio passato quando si è costantemente proiettati al futuro? Il Centro Ufologico Nazionale (CUN) compie mezzo secolo di vita, ed è un’età ragguardevole non solo per il lustro di una ricerca, quella sul fenomeno degli Oggetti Volanti Non Identificati, da sempre ligia all’obbiettività ed al serio approccio scientifico (per chi non lo sapesse: del CUN in tutta la nazione sono parte attiva sociologi, giornalisti, statisti, chimici, biologi, informatici e non solo); ma ragguardevole soprattutto per la costante indole all'informazione che dal 26 settembre 1965 anima l’operato di un gruppo privato di studio che è tra i più longevi in circolazione.

E su tutto il territorio mondiale.

Candeline aliene

Prima assemblea propositiva a Torino, tra i fondatori anche l’attuale segretario generale Roberto Pinotti (sociologo e divulgatore della materia, autore di decine di libri sull’argomento), nascita col nome di ‘Centro Unico Nazionale’ (il termine ‘ufologico’ verrà introdotto l’anno successivo), di poco più giovane rispetto agli ancora attivi Skandinavisk UFO Information (SUFOI), Lumieres Dans La Nuit (LDLN), Flying Saucer Review (FSR) e British UFO Organization (BUFORA). Negli anni il CUN è divenuto un punto di riferimento per chiunque approcci la materia senza esigenza di protagonismi e visibilità. E forse dipende anche da ciò il suo essere divenuto di recente il cardine di quel canale mediatico di informazione globale conosciuto col nome di ‘Coordinamento ufologico euro-latino-americano’, dall’Europa al Sud America e dal Messico al Brasile.

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Cinquanta e non sentirli

Si potrebbe pensare che con cinquanta anni di UFO sulla testa possano venire le allucinazioni. Nulla di tutto questo, perché in cinque decadi di lavoro il CUN non solo ha dimostrato che il fenomeno ufologico è da sempre costante nella storia dell’uomo (i successi mediatici del primo avvistamento datato 24 giugno 1947 e il ‘Caso Roswell’ di pochi giorni dopo rappresentano solo una goccia nello sconfinato universo di queste tematiche), ma pure che l’educazione all’ufologia contemporanea è in Italia farina del suo sacco (il CISU, Centro Italiano Studi Ufologici, nasce come costola del CUN nel 1985 ed attualmente i due centri collaborano nella ricerca). Due curiosità per tutte: si deve al CUN l’introduzione dal 1973 del termine ‘UFO’ al posto del popolare ‘dischi volanti’; ed è il CUN che ha fatto conoscere nel 2000 la questione degli ‘UFO-Files Fascisti’ negli anni Trenta del Ventesimo secolo, epoca storica in cui si costituisce in Italia il “Gabinetto RS/33” presieduto da Guglielmo Marconi e destinato allo studio dei ‘Velivoli Non Convenzionali’.

Verso l’Infinito e oltre

Naturalmente non ci si ferma qui: dal 1993 al CUN si devono gli oltre 50 congressi scientifici annualmente organizzati nella repubblica di San Marino, ben 24 dei quali dedicati all’ufologia in senso stretto, mentre è recentissima la pubblicazione sul suo sito delle mappe regionali degli avvistamenti ufologici dal 1900 a oggi. Il premio giornalistico ‘J. A. Hynek’, ideato dall’attuale presidente Vladimiro Bibolotti, è un ulteriore traguardo che legittima l’importanza di una corretta informazione in tema, un riconoscimento per tutti i professionisti dell’informazione che si sono maggiormente distinti nella loro attività di ricerca e divulgazione. E la storia continua, perché non può fermarsi mai (tantomeno gli UFO): per tutti gli interessati l’appuntamento è il prossimo 21 novembre nella Capitale per il quarto convegno internazionale di ufologia città di Roma. Per spegnere le candeline, certo. Ma soprattutto per continuare a studiare, e porsi domande.