Il mondo aspetta con timore la "Parata della vittoria" del prossimo 10 ottobre che si terrà in Corea del Nord per la festa del Partito dei Lavoratori. Ma come se la preoccupazione per questo evento non fosse abbastanza, l’agenzia di stampa Kcna (voce ufficiale di Pyongyang) annuncia che l'impianto nucleare nordcoreano è pienamente operativo, ha quindi ripreso la sua normale attività migliorando le sue armi sul piano della quantità e della qualità. La fonte aggiunge che la Repubblica democratica di Corea è pronta ad affrontare la 'minacciosa ostilità statunitense' in qualsiasi momento con le proprie armi nucleari.

La linea cinese

Kim, il leader nordcoreano, desidera celebrare la festa del 10 ottobre in gloria come ha fatto Putin a maggio e il leader cinese Xi Jinping il 3 settembre.

Si pensa dunque che darà l'ordine per eseguire alcuni test missilistici. Il governo nordcoreano è in linea con quello cinese, sebbene i rapporti tra i due leader si siano raffreddati circa tre anni fa, quando Kim è salito al potere. I due non si sono ancora incontrati, mentre Xi ha visto in diverse occasioni a presidentessa sudcoreana Park (al suo fianco in Piazza Tienanmen per la parata cinese). 

L’impianto di Yongbyon

Sono molti i misteri che gravitano sull'impianto di Yongbyon: nel 2007 la produzione nucleare era stata arrestata e dal 2009 (anno in cui però erano stati banditi gli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) fino al 2013 sono state portate avanti delle trattative per mettere fine al programma militare. Poi Kim Jong-un ha annunciato che l'impianto aveva ripreso la sua attività.

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Il tutto però è stato attentamente nascosto ai media, fino a quando degli scienziati cinesi hanno rivelato agli americani che i nordcoreani avrebbero assemblato circa venti ordigni nucleari, numero destinato a raddoppiare entro un anno. L'evoluzione della situazione era stata annunciata ad aprile dall’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale, grazie anche a delle immagini satellitari realizzate dagli Stati Uniti. L'impianto rappresenta la fonte per la produzione del plutonio: secondo gli esperti, una riapertura totale della produzione significherebbe la costruzione di una bomba al plutonio all'anno.