Riapre la stazione Keleti di Budapest: la polizia ungherese si è ritirata, lasciando l'entrata libera a centinaia di rifugiati siriani. Tensione in ambito europeo: le ferrovie negano qualsiasi partenza verso l'occidente, ma il premier Orban afferma: "Si tratta di un problema tedesco". Al momento, nemmeno la polizia austriaca può confermare la presenza di treni in viaggio, diretti verso la Germania. L'emergenza migranti, però, sarà discussa venerdì prossimo alla riunione dei ministri esteri della UE.

Il parere di Orban

Il premier ungherese Viktor Orban non vuole alcuna responsabilità. Nessuno dei rifugiati, a quanto pare, desidera rimanere nel suo Paese, ma tutti mirano alla Germania.

I migranti, tuttavia, dovranno essere comunque registrati in Ungheria prima di partire alla volta dell'Austria o del suolo tedesco. Il flusso di migranti in Europa, secondo Orban, minaccia le radici cristiane del continente, e i governi dovrebbero controllare le loro frontiere prima di decidere quanti richiedenti asilo possano accogliere. Intanto, la Germania, la Francia e l'Italia richiedono una ripartizione equa degli immigrati e impongono una discussione sull'argomento durante i prossimi incontri. Nei paesi europei non c'è unità riguardo le misure da adottare, ed è proprio per questo che il Consiglio di Lussemburgo si rivelerà tanto importante.

Gli obiettivi del Consiglio

I Ventotto affronteranno la questione sabato mattina, assieme ai colleghi dei Paesi candidati all'ingresso in Ue. Ad essere affrontata sarà anche la questione dell'Eunavfor Med, la missione navale che dovrebbe scoprire lo schema operativo dei trafficanti umani. La missione, diretta dal comandante Enrico Credendino, potrebbe agire durante i prossimi giorni nelle acque internazionali.

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L'obiettivo è quello di continuare l'attività di intelligence per individuare i principali scafisti. Sotto esame sarà anche il documento sottoscritto dai ministri degli Esteri di Italia, Germania e Francia oltre 25 anni fa. Le misure, infatti, potrebbero aver bisogno di una revisione in merito all'attuale condizione europea. Particolarmente critiche saranno le sezioni relative al sistema di regole in materia di asilo e ad un'equa ripartizione dei migranti tra i vari Paesi.