Insultata per aver denunciato il figlio di una nota famiglia di mobilieri. Questo presunto stupro dovrebbe "insegnare" che la violenza sulle donne attraversa tutte le classi sociali. Il web, invece, sta scatenando una vera e propria gogna mediatica contro la vittima, dando la stessa dimostrazione di quanto in questo Paese per essere considerato innocente ad un uomo accusato di violenza sessuale basta avere il portafoglio pieno e la pelle bianca. 

La quindicenne sarebbe stata stuprata nel mese di agosto nella discoteca Eurobaita di Castelfranco Veneto da Filippo Roncato, 20enne e pr della discoteca, che l'avrebbe trascinata dietro un angolo nascosto e dopo averla baciata e palpeggiata contro il suo volere l'ha costretta ad un rapporto sessuale completo.

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La vittima è riuscita a ribellarsi e scappare e dopo aver confidato tutto ai genitori ha denunciato l'accaduto. I referti medici mostrano che la vittima aveva delle ecchimosi sul braccio compatibili ad una coercizione.

Malgrado ciò la ragazzina è stata individuata e insultata su Facebook dagli amici del presunto stupratore e da parecchie persone sconosciute al ragazzo che non credono alla versione dei fatti. 

La sua bacheca è stata raggiunta di insulti gravissimi fino a vere e proprie minacce di stupro  "ci vorrebbe un immigrato che ti facesse capire cosa è veramente uno stupro", "a quell'età perdono già la verginità", " i ricchi non violentano le ragazze che bisogno hanno se hanno i soldi?", "una ragazza violentata non va in vacanza con il fidanzato e non sorride ma resta a casa dallo choc". Sono questi i messaggi più raccapriccianti arrivati sulla bacheca del presunto stupratore e della vittima. Il primo ha ricevuto milioni di messaggi di solidarietà mentre la seconda ne ha ricevuta davvero poca, prova di quanto è ancora difficile per una donna denunciare una violenza sessuale ed essere creduta in Italia, un'Italia che per anni ha costruito attorno all'immigrato l'immagine del violentatore delle donne bianche, le quali vanno rispettate non in quanto donne ma in merito all'appartenenza etnica occidentale, la stessa razza che mai oltraggerebbe la libertà della donna. 

Peccato che ogni anno in Italia vengono mediamente uccise 150 donne, una ogni due giorni, e gli autori di femminicidio sono soprattutto ex partner italiani che non si rassegnano alla fine di una relazione perché considerano le donne come proprietà esclusiva.

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L'ultimo femminicidio è avvenuto a Terzigno contro una donna la cui colpa è solo quella di aver posto fine alle violenze del suo compagno, decidendo di interrompere la relazione. La donna aveva già denunciato parecchie volte il suo ex per stalking ma la giustizia italiana con la sua indulgenza ha permesso che lui esaudisse il suo progetto criminale.

Se le violenze contro le donne non vengono percepite come gravi qualcosa non va nel nostro Paese. Lo stupro soprattutto è il reato in cui la credibilità delle vittime viene più spesso messa a dura prova. Forte ancora una credenza maschilista secondo cui le donne tendono alla menzogna e questa convinzione di origine cattolica ne viene rafforzata dalla propaganda che negli ultimi anni stanno facendo alcuni movimenti antifemministi per minare i diritti delle donne vittime di violenze coniugali. 

Al maschilismo in questa vicenda si aggiunge anche un forte sentimento classista e razzista. Se la giustizia spesso col più ricco o col bianco è garantista lo stesso atteggiamento di solidarietà viene mostrato anche dal singolo cittadino, innescando una sorta di "guerra tra poveri".

Un Paese che ha pienamente rispetto per le donne non attaccherebbe mai una ragazza che denuncia uno stupro. La violenza sessuale è un gesto gravissimo ed è davvero assurdo che una civiltà moderna come la nostra non lo abbia ancora compreso insinuando ancora che se una indossa la minigonna o va in discoteca allora non può lamentarsi se un giorno la stupreranno.